Modena. Via Udine, si spaccia lungo la ciclabile «Servono controlli»
I residenti costretti a chiamare la polizia per chiedere qualche controllo, qualche blitz
MODENA. Eliminato un problema, ne riaffiora subito un altro. In modo più forte del solito, più insistente, tanto da costringere i residenti a chiamare la polizia per chiedere qualche controllo, qualche blitz. In via Udine, in fondo dove la strada termina e sfocia sulla pista ciclabile, lo spaccio è tornato ad imperare ed il via vai degli addetti ai lavori, o in bicicletta, o nei pressi della panchine, si è fatto pressante. «Lo spaccio nella nostra zona c’è sempre stato - dice una residente che abita nei pressi della ciclabile - ma andava ad ondate. Ora è ripreso alla grande. Il vero problema per noi residenti era costituito dal palazzo abbandonato da anni dentro al quale, nonostante le recinzioni, i controlli delle forze dell’ordine e tutti i nostri appelli, chi spacciava trovava rifugio. C’era un po’ di tutto, bivacchi d’estate e d’inverno».
Adesso, quasi miracolosamente, la situazione dell’immobile si è sbloccata. Il cantiere è ripartito, ci sono gli operai che vi lavorano dalla mattina alla sera, il palazzo non è più quello scheletro grigio che simboleggiava il degrado e gli affari di droga che si dipartivano nelle aree verdi circostanti. Però la zona è appetibile. In effetti la ciclabile parallela a via Feltre e che si snoda per un lungo tratto, per quanto sia trafficatissima dai residenti che possono raggiungere le proprie abitazioni senza avventurarsi su via Morane, ben si presta all'apertura di comodi “uffici” da strada nei pressi delle panchine, pit stop per chi fa la spola con le consegne ai clienti. C’è parecchia vegetazione (alberi, aiuole e siepi) che non solo copre i movimenti ma è utile per nascondere i quantitativi di droga in modo che ai controlli, chi viene perquisito non risulti mai in possesso di nulla. E se non si fa in tempo a nasconderla nel verde pubblico, è capitato che il pacchetto venga gettato nel cortile della villetta che si affaccia lungo la pista.
L’area in fondo a via Udine e così come quella attraversata dalla ciclabile sono territorio di gruppi di spacciatori che sono tornati in questo periodo ad insediarsi e a fare affari, dal pomeriggio sino a sera tardi. A detta delle forze dell’ordine non c’è una banda in particolare che abbia preso il dominio, ma ci sono manipoli di malviventi. Sono presenti sia i giovani nigeriani che in giovani maghrebini che, di fatto, hanno mercati di spaccio differenti. I primi sono dominanti in città perché si sono accaparrati la gestione di aree come il parco XXII Aprile, la stazione, il Novi Sad e vendono di tutto, dalla marijuana alla cocaina e allo shaboo. I maghrebini hanno un giro minore e di solito vendono hascisc e marijuana. In questa zona lo spaccio è ancora misto, dipende solo dalle panchine. —
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