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Modena: a Ponte Alto Bersani riconquista il Pd In mille tra applausi e abbracci

Luca Gardinale
Modena: a Ponte Alto Bersani riconquista il Pd In mille tra applausi e abbracci

Accoglienza calorosa durante l’evento più partecipato della festa provinciale L’ex segretario: «Non siamo messi bene, ma ne abbiamo viste anche di peggio»

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MODENA. Per capire la portata del successo, bastava notare la totale assenza di sedie in tutte le altre aree: alle nove meno dieci, mentre Bersani era ancora al ristorante, il pubblico ha fatto man bassa di sgabelli, recuperando panchine di ogni tipo, dal momento che le 400 sedie del PalaConad erano già tutte piene.

Un altro indicatore, forse ancora più significativo, viene dalle battute maliziose degli esponenti di Mdp, tutti presenti alla festa come non succedeva da due anni: «Oh, in una serata gli abbiamo raddrizzato gli incassi della festa…». Perché quello dell’ex segretario nazionale del Pd, oggi leader di Articolo Uno, è stato senza dubbio l’appuntamento più partecipato della festa provinciale di Ponte Alto, e forse resterà tale anche da qui alla chiusura, prevista lunedì 17 settembre con il segretario Martina.

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Sono stati circa mille, infatti, i cittadini che ieri sera hanno seguito il dibattito tra Pierluigi Bersani e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. E mentre i cittadini prendevano posto come potevano al PalaConad (oltre 300 le persone che hanno seguito in piedi tutto l’incontro), ad accogliere il parlamentare Mdp sono stati il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, che ha riservato a Bersani un caloroso abbraccio, e il segretario provinciale del Pd Davide Fava.

Salutato dal pubblico con un grande applauso - e anche qui probabilmente vale la regola delle presenze, perché difficilmente qualcuno degli altri invitati a Ponte Alto riceverà un trattamento del genere - Bersani ha subito affrontato il tema del difficile momento che sta vivendo il centrosinistra italiano: «Lo dico qui a Modena - ha esordito l’ex segretario - perché so bene che capite quel che voglio dire. Non siamo messi bene, ma ne abbiamo viste anche di peggio, ne abbiamo viste ben di peggio. E devo dire che anche allora, la sinistra non sono mai riusciti a metterla sotto i tacchi». Quindi, tra gli applausi, una citazione di Togliatti, «che spiegò che le masse che hanno aderito alle organizzazioni fasciste non erano nostri avversari, ma masse di lavoratori da riconquistare con ogni sforzo». Parlando della destra e del leader leghista e vicepremier Salvini, Bersani ha ricordato che «la destra ha dei valori, che per noi sono disvalori, ma molte persone oggi sono dalla sua parte. Quindi cominciamo col dirci che invece di parlare del popolo, oggi noi dobbiamo parlare al popolo». E a proposito di Modena e di aneddoti, il parlamentare Mdp ha citato Lanfranco Turci, «allora giovane assessore modenese, che mi disse: caro Bersani, quando non sai cosa dire, dì... quel che pensi. E io la penso così: sarà lunga, il cammino sarà molto lungo, ma dipende molto se azzeccheremo il primo passo». Per quanto riguarda il Pd, Bersani ha spiegato che «il partito deve ripartire dal punto in cui c’è stata la rottura con un pezzo di popolo. Lo dico con il cuore in mano, perché sento ancora gente dire “abbiamo perso il referendum”: ma siamo convinti o no che se ci fosse stato l’Italicum oggi saremmo in Turchia, con Salvini che può decidere tutto?». —


 

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