Modena, l'anniversario: la musica che tanto amava per ricordare Pavarotti
Un teatro Comunale gremito per lo Stabat Mater con la Filarmonica Italiana Presenti la figlia Cristina e gli amici della briscola Giulio Bonacini e Luciano Ghelfi
MODENA. Quasi si percepiva ieri sera nel “suo” teatro di corso Canalgrande la presenza di Luciano Pavarotti, soprattutto grazie alla commozione dei 900 presenti che hanno tributato molti applausi nel corso dello Stabat Mater di Gioachino Rossini.
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Teatro strapieno - anche stasera per Stefano Bollani - per la prima delle tre serate tra lirica e pop dedicate all’indimenticabile maestro scomparso 11 anni fa. Ieri sera è toccato all’opera, appunto, con lo Stabat Mater, uno dei principali lavori del grande musicista, di cui cadono i 150 anni dalla morte.
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E ad ascoltarlo, in mezzo a tanta gente comune, c’erano tanti volti noti della città. Mancava Nicoletta Mantovani - lo aveva detto, ci sarà questa sera per Bollani - ma erano presenti il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il prefetto Patrizia Paba, il presidente di Ert teatri Giuliano Barbolini. Ma soprattutto c’era la famiglia, rappresentata dalla figlia del maestro con Adua Veroni, Cristina che dice di essere «emozionata, sono qua per omaggiare mio padre». C’erano poi in sala gli amici della briscola di Big Luciano, Giulio Bonacini e Luciano Ghelfi: «Impossibile non esserci - dicono - perché siamo i suoi amici, ma avremmo tanto voluto ci fosse ancora lui».
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La scelta dello Stabat Mater di Rossini, naturalmente, non è stata fatta a caso visto che Pavarotti è stato in carriera uno dei più celebri “rossiniani”, un tenore capace di cantare senza inciampi e con estrema chiarezza la difficilissima aria “Cujus animam” con il suo re bemolle acuto.
Tanti gli applausi anche agli interpreti di ieri sera: con l’Orchestra Filarmonica Italiana, diretta da Gianluigi Gelmetti e il coro della Fondazione teatro comunale di Modena diretto da Stefano Colò si sono esibiti il soprano Eleonora Buratto, il mezzosoprano Marianna Pizzolato, il tenore Celso Albelo e il basso Michele Pertusi. Grande successo per tutti gli artisti sul palcoscenico, come hanno anche confermato le parole dei tanti volti noti presenti. Tra i presenti ovviamente il padrone di casa, il direttore del Comunale Aldo Sisillo: «Con le tre serate, tra musica opera e musica pop abbiamo credo ben rappresentato il grande tenore.
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E la critica ha già detto che per lo Stabat Mater abbiamo avuto un cast stellato». Le due ore di spettacolo, del resto, sono filate via in un lampo, come conferma anche il vicesindaco Gianpietro Cavazza: «I tre appuntamenti voluti da Fondazione Pavarotti e Comune sono l’occasione per fare memoria e ricordare l’eredità del maestro. Non è una celebrazione o una commemorazione, dunque, ma un atto di memoria: abbiamo vissuto ieri una esperienza di questo tipo per il grande tenore popolare modenese conosciuto da generazioni in tutto il mondo». E oggi, sempre al Comunale, altra serata di grande rilievo. Si esibisce il noto pianista Stefano Bollani che renderà omaggio a Pavarotti con una serie di fantasie musicali ispirate all’opera lirica, alla canzone tradizionale e napoletana, già parte del repertorio del tenore modenese. Bollani inoltre improvviserà su celebri arie rossiniane tratte da la “Gazza Ladra”, “Il Barbiere di Siviglia” e “Guglielmo Tell”. Il 12 ottobre infine andranno sul palco i quattro allievi dei grandi soprani Mirella Freni e Raina Kabaivanska: Marily Santoro (soprano), Evgeniya Chislova (mezzosoprano), Reynaldo Droz (tenore) e Alex Martini (baritono). —
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