Bollani al Comunale di Modena entusiasma il pubblico nel ricordo di “Big Luciano”
Il talentuoso pianista ha interpretato fantasie musicali ispirate anche alla lirica Filmati di un giovane Pavarotti. La soddisfazione di Nicoletta Mantovani
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MODENA. Vibravano nell’aria ieri sera le note di un ispirato Stefano Bollani in teatro comunale - strapieno, 900 posti esauriti da giorni - attento e orgoglioso nel ricordo di Luciano Pavarotti, scomparso nella sua casa di Santa Maria di Mugnano il 6 settembre 2007.
Un pubblico entusiasta che alternava ascolto, risate e applausi numerosi a uno dei più noti pianisti italiani, Bollani appunto. È stato questo il modo “pop” scelto dalla moglie di Big Luciano Nicoletta Mantovani per ricordare la “seconda vita” artistica del grande tenore, due sere fa invece ricordato sempre al Comunale con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini.
Modenesi molto felici, anche ieri, per il modo scelto per portare avanti la memoria del loro indimenticabile concittadino, il tenorissimo che girava il mondo e si commuoveva ogni volta che tornava sotto la “sua” Ghirlandina. È stato lo stesso Luciano a dirlo ieri sera nel filmato che ha aperto la performance di Bollani, già presente in due edizioni del Pavarotti&Friends al Novi Sad.
Prima dell’entrata in scena di Bollani si sono viste immagini storiche, del 1979, con un giovane Pavarotti che va in auto verso la casa dei genitori, oppure canta con il papà Fernando dal pulpito del Duomo o in coro la tradizionale Ghirlandéina.
Poi due ore di tanta musica, tante parole, giochi, suonate per ricordare il maestro. Tanta allegria che sarebbe piaciuta a Big Luciano, visto che Bollani ha suonato una serie di fantasie musicali ispirate all’opera lirica, alla canzone tradizionale e napoletana, già parte del repertorio del tenore modenese. Suonati al piano, con numerosi giochi musicali, anche tanti brani del compositore Gioachino Rossini, di cui Pavarotti è stato grande interprete.
Bollani si è impegnato - a modo suo - sulle più celebri arie rossiniane tratte da la Gazza Ladra, Il Barbiere di Siviglia e il Guglielmo Tell suonati e cantati insieme ai giovani talenti della Scuola dell’Opera Italiana Fiorenza Cedolins. Ad ascoltare, oltre a tanti modenesi e non solo, anche tanti volti noti tra cui il prefetto Patrizia Paba, l’amico della briscola Luciano “al colonel” Ghelfi, la figlia di Luciano, Cristina, e ovviamente la moglie Nicoletta Mantovani con la figlia più giovane di Pavarotti, Alice.
«Abbiamo invitato Bollani - spiega Nicoletta - perché era già stato a duettare con Luciano a Modena. Sono orgogliosa che ancora così tante persone in tutto il mondo lo ricordino». Presenti il governatore della Regione Stefano Bonaccini e il sindaco: hanno detto che «Pavarotti entrava nel circuito della musica e coinvolgeva tutti, un modenese straordinario per arte, solidarietà e passione».
In platea alle 21 si è presentata la Famiglia Pavironica per due battute in dialetto.
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