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operazione “Evasion bluffing” della finanza 

Frodi e riciclaggio, sequestrati 234 milioni

Frodi e riciclaggio, sequestrati 234 milioni

Tra gli oltre cento indagati nove sono modenesi. Coinvolte dieci ditte della nostra provincia. Nei guai anche un 79enne

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Un totale di 114 fabbricati, 38 terreni, 48 automezzi, quote di partecipazione in società e saldi attivi di rapporti bancari, per un sequestro preventivo per equivalente di beni pari a 234 milioni di euro. E poi: 110 persone indagate in tutta Italia, con 24 società coinvolte fra Emilia, Lombardia, Piemonte e Liguria, perquisizioni in tutta Italia e false fatturazioni per 900 milioni. Sono i numeri dell’operazione Evasion Bluffing, condotta dalla Finanza di Reggio e Bologna, che ha smantellato un’associazione ritenuta responsabile a vario titolo di reati di natura fiscale e fallimentare dal riciclaggio alla truffa ai danni dello Stato.

Fra le persone coinvolte, professionisti, imprenditori, consulenti e prestanome e tra questi, a vario titolo, nove sono della provincia di Modena così come 10 sono le ditte coinvolte nel Modenese. Promotore dell’organizzazione, secondo gli investigatori, pur non comparendo con cariche nelle società coinvolte, il 49enne di Castelnovo Sotto, Maurizio Foroni, considerato al vertice di un sistema di frodi carosello che orbitava attorno alla reggiana New Line, dichiarata fallita nel luglio 2015.

Foroni, nel 2015 al centro dell’Operazione Plafond, era già stato colpito in passato da misure patrimoniali nell’inchiesta condotta dalla Finanza di Modena. È l’inchiesta nella quale nella New Line spuntò una stanza-bunker piena di soldi.

La nuova misura patrimoniale, per una cifra pari a 234 milioni, è stata disposta dal gip di Reggio, Luca Ramponi, nei confronti di 15 dei 110 indagati, su richiesta della pm Valentina Salvi, che ha coordinato le indagini. I reati contestati vanno dal 2010 al 2015. Per i finanzieri, il sistema prevedeva l’uso di società “fantasma” e false fatturazioni con transazioni tra società comunque controllate dall’associazione, in modo da consentire in alcuni casi beni a prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato e in altri casi notevoli risparmi d’imposta per effetto delle “indebite compensazioni”.

Nel mirino finivano soprattutto imprese in difficoltà, che con la promessa di un “salvataggio” dal fallimento entravano in un sistema controllato dagli indagati, generando crediti di imposta fittizi o costi ugualmente fittizi, grazie ai quali l’associazione riusciva a immettere prodotti sul mercato a prezzi bassissimi, con effetti negativi sulla concorrenza. Le società cartiere, risultate del tutto inadempienti agli obblighi fiscali, terminato il loro “ciclo vitale” venivano intestate a prestanomi nullatenenti e trasferite all’estero per renderne più complessa l’individuazione in caso di controlli.

Un compito questo che spesso passava proprio dalle mani dei professionisti finiti sotto indagine, cinque dei quali consulenti contabili di Reggio, Modena e Pesaro. Infine sono 15 in totale su 110 le persone interessate dalla misura patrimoniale del sequestro preventivo per equivalente, disposta dal Gip. Per Foroni disposto il sequestro per circa 67 milioni di euro.

Fra i quindici figura il 79enne sassolese Angelo Magri (circa un milione di euro). —

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