Gazzetta di Modena

Modena

Modena. Novi Sad, scatta il giro di vite «Più controlli»

Stefano Totaro
Modena. Novi Sad, scatta il giro di vite «Più controlli»

Il prefetto Paba: «Già mille servizi coordinati, ora regia al questore per iniziative sinergiche». Intanto la Digos indaga su una scritta apparsa sul muretto del parco archeologico 

3 MINUTI DI LETTURA







MODENA. Che quella del Novi Sad sia un'emergenza non lo si è certo scoperto in questi ultimi giorni, ma la ripresa della movida notturna in zona e dei correlati episodi di violenza, dal ragazzino pestato da due minorenni alla ragazza colpita con un pugno in faccia, tra giovedì e sabato scorsi, ha riacceso prepotentemente i riflettori su quell’area. Un’area attigua al centro storico, di accesso allo stesso, che convive con la presenza fissa di spacciatori e con la cadenza ininterrotta di scippi, rapine e furti sule auto. E non vanno dimenticati gli atti vandalici, che si ripetono ai danni del Novi Ark, la zona archeologica nel bel mezzo dell’area verde: reperti distrutti, danni a panchine, muretti spaccati. E adesso anche scritte.



Il muretto che ne delimita l’area in orizzontale rispetto alle tribune l’altra notte è stato imbrattato con una lunga scritta in lingua straniera. La Digos ha effettuato un sopralluogo; gli investigatori stanno visionando le telecamere e cercheranno di capire il contesto delle scritte. Ieri intanto in prefettura si è riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza proprio per fare il punto sull’emergenza Novi Sad. Prefetto, sindaco, questore e comandanti di Finanza, Municipale e Carabinieri si sono confrontati. Decisione comune quella di intensificare e di coordinare al meglio i controlli e i blitz che ogni forza dell’ordine già mette in campo in quella zona, con un giro di vite anche alle attività presenti nell’area, dentro e fuori. Forse un riferimento agli alcolici ai minori? Si vedrà nei fatti.

Il prefetto Maria Patrizia Paba parte dai numeri: « Abbiamo ragionato sui temi della sicurezza in città con riferimento particolare all'area Novi Sad: abbiamo intanto fatto mente locale, sono state passate in rassegna tutte le operazioni che sono state compiute dall’inizio di quest’anno e che sono veramente molto consistenti. Oltre 1100 servizi coordinati (polizia, carabinieri, Finanza, Municipale) sia con unità cinofile sia con l’ausilio di reparti speciali. Oltre cento denunce, 25 arresti, oltre un chilo e mezzo do sostanza stupefacenti sequestrato e oltre cento controlli sugli esercizi commerciali che gravitano in zona e 13 provvedimenti ai sensi del decreto sulla sicurezza delle città (ovvero il decreto Minniti con il mini daspo)».



«Sono numeri importanti, non significa che ci fermiamo a questo - ha affermato il prefetto - Abbiamo studiato delle modalità sempre più sistematiche e coordinate di controllo dell’area, queste consistono nello sviluppare dei servizi in una programmazione che verrà effettuata nell’ambito di un tavolo tecnico che verrà disposto regolarmente dal questore in modo da sviluppare sempre di più le sinergie tra le diverse forze di polizia. Ricordo anche noi abbiamo una pattuglia del dispositivo “ Strade sicure” dei militari che da agosto si occupa in particolare di fare la vigilanza e il monitoraggio sui parchi e tra questi una importante attenzione viene data al Novi Sad. Sotto anche con i controlli di tipo amministrativo, ad ampio raggio, di tutta la zona». Non verrà istituito un presidio fisso, così come comunemente lo si potrebbe intendere, ma un insieme di presenze costanti. «Il presidio della zona - ha concluso a proposito il prefetto - ha già una sua espressione nei presidi delle forze di polizia presenti sul territorio che nell’arco delle 24 ore possono svolgere agevolmente il loro servizio di controllo». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google