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Taser, sale l'attesa a Modena Ma «servono regole precise»

S.TO

L’arma elettrica già distribuita in 12 città in fase sperimentale trova consensi tra i sindacati di polizia: «È ciò che serve ed evita l’uso della pistola»

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Cinquantamila volt per bloccare, stordire, mandare ko un criminale, una pistola elettrica di un colore giallo ben visibile che deve costituire quella famosa via di mezzo così auspicata degli operatori tra due estremi. Ovvero la lotta a mani nude e l’utilizzo della classica pistola di dotazione che tanto fa discutere e che da sempre, dicono le stesse divise, crea più problemi che benefici a chi la usa. Il taser, (il nome è un marchio depositato di una ditta e deriva da un acronimo Thomas A. Swift's Electronic Rifle, dove Tom Swift è il nome del personaggio di un fumetto) era stato “lanciato” nel 2014 e, dopo aver passato tutti gli avvalli burocratici e le relative approvazioni, è diventato una realtà almeno in dodici province italiane. La più vicina a Modena e quella di Reggio, ad uso della polizia, mentre a Firenze, ad esempio, è stata data ai carabinieri. È in uso da mercoledì e si tratta di una fase di prova, sperimentatale, ma, sembra ormai certo, si arriverà presto alla distribuzione in tutta Italia, valutati efficacia e costi (ogni apparecchiatura della ditta americana Axon dovrebbe costare sui mille euro) . A Modena dovrebbe arrivare, anche se si tratta solo di una previsione, in tarda primavera, inizio estate. E in città c’è attesa. Bruno Fontana, della segreteria del Siulp: « Il taser è assolutamente necessario, ma ci vogliono delle regole d’ingaggio ben definite. Noi non sappiamo se colui che siamo chiamati ad affrontare sia un cardiopatico, un “iperteso”, se abbia dei problemi congeniti..e quando interveniamo non è che ci mettiamo a fare uno screening... Ognuno di noi deve sapere che innanzitutto non è un giocattolo da usare a piacimento, non è uno spray, ma un’arma, un’ ultima ratio prima di usare la pistola, per questo abbiamo bisogno di parametri, di regole di comportamento precise». Rocco Caccavella, segretario provinciale del Sap: «Quella del taser è la seconda battaglia vincente del nostro sindacato dopo quella delle telecamere in dotazione ai reparti mobili. Ben venga, e speriamo presto, la pistola elettrica a Modena. È uno strumento dissuasivo innanzitutto ma che permette anche una difesa contro criminali violenti e armati». Beppe Stanziale , segretario modenese se del Silp: «Siamo favorevoli al taser, ma dobbiamo poter contare su regole precise, non tutti i casi sono ontemplati e si sa che nell’immediato non è sempre facile poter calcolare ogni cosa ma neanche si deve lasciate tutto all’improvvisazione. Precise regole d'ingaggio servono a dare garanzie a tutti». —

S.TO

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