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TERREMOTO E RICOSTRUZIONE 

Meta raggiunta L’azienda torna a casa e prepara assunzioni

V.C.
Meta raggiunta L’azienda torna a casa e prepara assunzioni

Inaugurata la sede della ditta metalmeccanica di San Felice che ha ricordato l’ing. Bignardi e i due dipendenti morti

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SAN FELICE

Il presidente della Regione, il sindaco, due vescovi, tante autorità e oltre cento tra dipendenti, fornitori ed ospiti hanno salutato ieri l’inaugurazione del nuovo stabilimento Meta.

A distanza di sei anni e mezzo dalla tragedia che costò la vita all’ingegner Bignardi e a due dipendenti, Azarg Mohamad e Kuman Pawan, e dalla quale è scaturito un processo penale che vede il titolare Paolo Preti imputato con il sindaco Alberto Silvestri è toccato proprio a loro un taglio del nastro che ha voluto significare una rinascita. Con lo stesso ottimismo espresso dal presidente Bonacini e dai sacerdoti ( i vescovi Castellucci e Pizzi) che hanno concelebrato la messa prima del rinfresco. Un ottimismo che per Meta è oggi nella realtà dei numeri. L’azienda infatti non solo è nuova, grazie ad un contributo di 6 milioni di euro dei fondi della ricostruzione, ma si è allargata con ulteriori due milioni di euro che la proprietà ha investito. Acquistando lo stabilimento adiacente e realizzandone uno più grande ed efficiente, costruito dalla ditta Orioli, con un parco macchinari all’avanguardia. «Senza un insoluto», ha inteso precisare Preti, visibilmente commosso , ringraziando Gradiente Sgr e studio Mbl, Regione, Comune e a quanti hanno voluto bene a Meta. Con un cenno critico alle procedure complicate della ricostruzione e a banche non così disposte ad aiutare. Il risultato è che attualmente i dipendenti sono arrivati ad una cinquantina e il fatturato punta a superare i 5 milioni di euro. Inevitabile anche il pensiero a chi non c’è più. Il sindaco, a proposito della vicenda dell’imputazione per omicidio colposo plurimo e di quella di falso documentato dall’inchiesta , ha chiesto «cautela» nel trattare la questione, affermando che ha operato «con onestà e nell’interesse del bene comune», dichiarandosi nel complesso fiero del «tanto realizzato». Bonacini, ricordando la necessità dei controlli e la legalità con cui è avvenuta, ha espresso fiducia nella rapida conclusione del processo di ricostruzione dopo il primo “sisma industriale”. —

V.C.

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