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Si pensa a un semaforo per ridurre gli incidenti nell’incrocio maledetto

LUCA GARDINALE
Si pensa a un semaforo per ridurre gli incidenti nell’incrocio maledetto

Il Comune studia le soluzioni dopo gli ultimi due episodi «Ma l’eccessiva velocità dipende solo da chi guida»

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Ormai è diventata un’abitudine, anche se residenti e titolari delle officine farebbero volentieri a meno dell’uscita quotidiana per verificare le condizioni dei feriti. Perché a meno di 24 ore dall’ultimo incidente, ieri mattina via Respighi è stata protagonista di un ennesimo sinistro tra un’auto e una moto (vedi a fianco). Sinistro che questa volta si è “spostato” di un centinaio di metri rispetto al giorno prima, ma comunque vicinissimo all’incrocio da mesi al centro di decine di incidenti, quello tra via Respighi-Marinuzzi (la strada cambia nome proprio dopo l’intersezione) e via degli Scarlatti,a Modena est.

«La questione è semplice - spiega il presidente dell’associazione Vittime della strada Franco Piacentini - su via Respighi la gente va troppo forte, un po’ per la conformazione della strada, un lungo viale che porta a spingere sull’acceleratore, un po’ per l’assenza di dissuasori. Un’idea potrebbe essere di realizzare piccole rotonde rialzate, come alla Madonnina».

A tornare sulla questione è anche Antonio Carpentieri, consigliere Pd che presenterà un’interrogazione sulla pericolosità dell’incrocio: «Purtroppo gli incidenti degli ultimi due giorni confermano l’attualità del problema - spiega - La soluzione più immediata sarebbe senza dubbio un impianto semaforico».

In Comune la questione è sotto esame: «L’incrocio - spiegano i tecnici di piazza Grande - ha problemi di velocità dei mezzi e mancato rispetto della segnaletica. La disciplina della zona è infatti abbondantemente segnalata e la visibilità all’intersezione è buona: da anni sono presenti ai lati delle strade avvisi di incrocio pericoloso con lampeggianti led, mentre su entrambi i lati di via degli Scarlatti sono presenti preavvisi e segnali di stop». Che fare dunque? «Non è possibile prevedere rallentatori di velocità - spiegano dal Comune - in quanto non si tratta di una zona residenziale ma industriale, dove inoltre transitano anche i bus. La soluzione allo studio prevedel’installazione di un semaforo, intervento che richiede però espropri in quanto impattante su marciapiedi privati». —

LUCA GARDINALE

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