Flat tax, pace fiscale reddito cittadinanza: ecco cosa cambierà per le nostre tasche
Non tutti i progetti annunciati saranno realizzati a breve “Rottamazione rinforzata” e riduzione di sanzioni per l’Iva
Occorre specificare che politicamente i proclami radiotelevisivi possono contenere delle affermazioni che alla prova dei fatti vengono depurate della loro bellicosità. Perché, si sa, anche il più riformatore dei governi deve fare i conti con i limiti imposti da un "sistema" che giusto o sbagliato che sia ha delle sue regole scritte e non scritte.
Sono infatti recenti le parole del Ministro dell'interno che hanno placato molto gli animi dei mercati e degli investitori.
Detto ciò, in questa sede non vogliamo dare spunti politici o affermare che le promesse non verranno mantenute, semplicemente questa rubrica ha il non facile compito di provare a calare "nella realtà" i fatti che possono toccare il lettore e darne una visione il più possibile pratica, fuori da tecnicismi e proclami.
Ora, dunque, cosa toccherà le tasche del cittadino, imprenditore o persona fisica che sia? Tre sono i pilastri cardine della nuova politica economica: 1) Flat tax; 2) Pace fiscale 3) Reddito di cittadinanza.
Andiamo aquesto punto ad analizzare, brevemente e concretamente, alla luce delle relazioni che tecnici e politici hanno presentato ai ministeri competenti, quali saranno gli indirizzi di massima.
Flat Tax
Per il momento la Flat tax non potrà avere la natura semplice che ci aspettiamo dal nome: una unica aliquota del 15 per cento per tutti è improbabile da realizzare in tempi brevi.
Molto più probabile sarà il ricorso a una mini flat tax con una aliquota del 15 per cento forfettaria per le partite Iva con ricavi fino a 100.000 euro e per le imprese create da giovani con meno di trentacinque anni o che abbiano superato i cinquantacinque anni.
In questo senso si andrà a creare un regime di vantaggio per le piccole e piccolissime imprese artigianali e commerciali, lasciando al momento fuori le persone fisiche, le quali potranno usufruire di altre agevolazioni o di riduzioni di aliquote.
PACE FISCALE
Anche se nei progetti di questo governo doveva essere varata in tempi brevissimi, probabilmente non vedrà la luce fino al gennaio 2019: è molto probabile, e per certi versi anche corretto, che questa norma non si accavalli con l'attuale rottamazione delle cartelle che finirà a febbraio 2019. A conti fatti , come si legge nelle direttive e nei programmi di governo, la Pace Fiscale non potrà assumere le caratteristiche di un condono puro e semplice ma sarà modulata come una "rottamazione rinforzata" ed unita ad una maggiore convenienza degli istituti deflativi del contenzioso che già sono in atto. Fare pace con il fisco sarà subordinato inoltre al limite di 100.000 euro di debiti verso l'erario e gli sconti, che potranno arrivare anche all'80 per cento, saranno modulati sulla base del reddito. Ricordiamo poi, perché siamo ancora in Europa, che gli sconti sull'Iva non si possono fare in quanto su questa imposta non abbiamo una sovranità ma essa deve sottostare a leggi europee. Pertanto chi ha debiti Iva potrà sperare in una riduzione di sanzioni, aggi e interessi, ma l'imposta dovrà essere versata.
Reddito di Cittadinanza
Questa misura, anch’essa tanto attesa, dovrà trovare delle adeguate coperture finanziarie e soprattutto, dovrà essere sostenuta da un adeguato sistema di Centri per l’impiego. Probabilmente, in un primo tempo, potrà essere utilizzato il reddito di inclusione già approvato dai precedenti governi, allargandolo a casistiche oggi non contemplate. —
GIORGIO GUANDALINI
dottore commercialista
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