«Abbattere i lupi ibridi viola le norme dell’Ue: la Regione si fermi»
Abbattimento degli ibridi per salvaguardare i lupi, e diminuire anche gli episodi di predazioni. È la misura a cui sta pensando la Regione nell’ambito del nuovo Piano faunistico venatorio 2018-2023...
Abbattimento degli ibridi per salvaguardare i lupi, e diminuire anche gli episodi di predazioni. È la misura a cui sta pensando la Regione nell’ambito del nuovo Piano faunistico venatorio 2018-2023 in via di definizione. Ma è possibile distinguere l’uno dall’altro prima di fare fuoco? E quando poi un animale può considerarsi ancora ibrido e non già cane? Sono le questioni che pone la consigliera 5 Stelle Giulia Gibertoni in un’interrogazione in cui solleva dubbi sulla scelta: «All’interno del Piano – spiega - è riconosciuta la salvaguardia dell’identità genetica del lupo e la rimozione della minaccia rappresentata dall’ibridazione con il cane. Per raggiungere questo obiettivo è prevista però anche una “eradicazione” o “rimozione effettiva e puntuale” di tutti gli ibridi presenti nell’area oggetto di gestione. Ovvero l’abbattimento di questi animali. Una pratica che però è in netto contrasto sia con le norme comunitarie che con quanto prevede la normativa italiana». La Gibertoni ricorda a proposito che il regolamento Ue 338/97 stabilisce che fino alla quarta generazione ancorché ibridati con domestici, lupi ed altre specie incluse in una lista speciale sono da considerarsi protetti e quindi non catturabili, non detenibili in cattività, cacciabili e altro. «La parte che prevede l’abbattimento deve essere cancellata – rimarca – tenuto conto che dalla quinta generazione gli ibridi sono considerati cani d’affezione a tutti gli effetti e dunque ricadono nelle tutele previste dalla normativa in essere a loro favore, che ne vieta l’abbattimento. La giunta ne prenda coscienza e vieti questa pratica pianificando regole di gestione non cruente». —
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