Bimbi stranieri a scuola, a Modena boom di classi in deroga
In città e provincia sono 829: per legge i non italiani non dovrebbero superare la quota del 30%. A Bologna sono 709
MODENA. Sono quasi 96 mila gli alunni stranieri su un totale di 550 mila in Emilia Romagna che entreranno a scuola al suono della prima campanella. Spesso però in classi dove la percentuale stranieri supera di gran lunga il limite del 30% degli stranieri per classe. A Modena e provincia le classi in deroga, quelle cioè che superano la quota prevista per legge, sono 829, un quarto di tutta la regione: un vero record se si considera che a Bologna, con il doppio della popolazione, sono solo 709.
“Si parla per buona parte dei casi di alunni privi di cittadinanza italiani ma nati in Italia e dunque senza i problemi linguistici dei nuovi arrivi – assicura il Provveditore regionale Stefano Versari che evita le polemiche - A questo proposito non ci sono flussi significativi in arrivo”. Lui stesso però, nel commentare i dati a disposizione dell’Ufficio Scolastico Regionale ammette che il problema esiste. “Soprattutto nei grossi centri in alcune zone, come a Bologna ad esempio a Navile e a S.Donato – S.Vitale si arriva al 50% e anche al 60% per classe. Questo non va bene, ma è un problema di politiche abitative". I ghetti a scuola, se così vogliamo chiamarli, sono quindi il frutto di isole etniche che si creano nelle città a causa della distribuzione degli appartamenti popolari o dell'andamento del mercato degli affitti.
"La formazione di gruppi monoculturali non è utile per nessuno, anzi è dannosa" commenta lo stesso Versari.
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