I primi 25 anni di vita dell’associazione Sclerosi Multipla
MODENA1968-2018. Quest’anno l’Aism, Associazione Italiana Sclerosi Multipla festeggia, a livello nazionale, 50 anni di attività. La sede modenese è nata venticinque anni dopo, quindi anche sul...
MODENA
1968-2018. Quest’anno l’Aism, Associazione Italiana Sclerosi Multipla festeggia, a livello nazionale, 50 anni di attività. La sede modenese è nata venticinque anni dopo, quindi anche sul nostro territorio è tempo di festeggiamenti. «Mi sono avvicinata all’associazione nel 1995 come volontaria occasionale – racconta Alessandra Ferrini, vicepresidente della sezione modenese e consigliera nazionale - occupandomi al bisogno di consulenze legali, dato che sono un avvocato. Poi mi sono appassionata alla vita dell’associazione, sono nate belle amicizie, e così sono rimasta, con diversi incarichi sia dirigenziali sia operativi». L’associazione, si è sviluppata molto: «E’ aumentato il numero degli associati e dei servizi che eroghiamo a titolo gratuito: accanto al classico trasporto sociale abbiamo un laboratorio di consulenza psicologica, con tanto di servizio telefonico d’ascolto, attività ricreative e di socializzazione, ma anche supporto legale e all’autonomia della persona». Servizi che crescono, purtroppo, a causa anche di numeri sempre maggiori: Aism stima, nel suo ultimo Barometro - presentato a fine maggio a Roma - che in Emilia-Romagna ci siano ad oggi circa 8.850 malati di SM, con un incremento di circa 245 nuovi casi l’anno. «Fino a qualche anno fa se ti veniva diagnosticata la sclerosi multipla eri una persona finita: oggi non è più così, oggi si può rallentare il decorso della malattia e siamo riusciti a garantire ai malati una buona qualità di vita». La sclerosi multipla, poi, colpisce ragazzi sempre più giovani tanto che l’Aism ha cercato sempre più di coinvolgere giovani tra i 18 e i 30 anni come volontari, dando vita ad un vero e proprio gruppo “young” rivolto unicamente ai ragazzi. La vita, la sclerosi multipla, te la cambia eccome, ma la forza di volontà fa tanto, come racconta la storia del dott. Eros Forghieri, noto chirurgo carpigiano che proprio a causa della malattia non è stato più, ad un certo punto, in grado di operare. Ma il dott. Forghieri non si è perso d’animo, e nonostante l’uso unicamente della mano sinistra, ha per anni lavorato come dirigente medico e oggi si gode la pensione continuando a testimoniare come nonostante la malattia si possa continuare a vivere. «La storia del dott. Forghieri è d’esempio per tanti, e sono tanti i volontari che la raccontano quando qualcuno ha bisogno di incoraggiamento - conclude la Ferrini - E’ per questo che abbiamo bisogno di un numero sempre crescente di volontari, perché dobbiamo avere l’opportunità di arrivare ovunque ci sia bisogno di noi». Per info: 059/393093 e-mail: aismmodena@aism.it —
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