Corsini, prof di Geologia «Frana, non sempre le persone rischiano»
SERRAMAZZONI«Frana attiva non significa necessariamente rischio imminente per le persone: attenzione all’allarmismo». Lo precisa il prof Alessandro Corsini, docente di Geologia applicata al...
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«Frana attiva non significa necessariamente rischio imminente per le persone: attenzione all’allarmismo».
Lo precisa il prof Alessandro Corsini, docente di Geologia applicata al Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Unimore, invitando a distinguere nella questione di Serra un piano di forma e uno di sostanza. Sul primo fronte c’è la normativa regionale che vieta la presenza di nuove costruzioni in area di frana attiva: «Un principio sacrosanto, sia ben chiaro - sottolinea - per il quale noi geologi ci siamo battuti per anni, evidenziando i fattori di rischio connessi alla realizzazione di infrastrutture o abitati».
Sul piano sostanziale invece il prof invita a riflettere su cos’è una frana attiva: «Basta un movimento estremamente limitato in termini di velocità e di spazio per portare a questa classificazione - spiega - la maggior parte delle frane in Appennino hanno un moto quasi impercettibile, a “cinematica lenta”. Come tale, raramente è ritenuto rischioso per l’incolumità delle persone, perché gli specialisti sono in grado di riconoscere i movimenti precursori e quindi di prevedere un’evoluzione tale da comportare pericolo. Insomma, la cosa può essere gestita».
«La cosa fondamentale - avverte - è l’attivazione e soprattutto il rispetto di protocolli di monitoraggio costante del sito attivo, e questo dal punto di vista tecnico-scientifico è fattibile: ci sono strumentazioni in grado di monitorare anche giornalmente una frana. Però ci vuole chi sappia leggere e interpretare». Di qui il richiamo all’importanza della professione del geologo, e al ruolo formativo d’eccellenza raggiunto dall’Ateneo di Modena: «Quest’anno - ricorda - cade il 60esimo del corso di laurea in Scienze Geologiche, tra i più longevi, con una specializzazione riconosciuta a livello nazionale, una partnership con la Protezione civile regionale e, cosa che non guasta, 60mila euro stanziati per sgravi agli studenti». —D.M.
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