Galleria Civica in crisi La direttrice Baldon «Stop alle domande»
Lasciata sola nel giorno del lancio di ben quattro nuove esposizioni la responsabile non vuole rispondere alle polemiche
I problemi della Galleria Civica? «Stop alle domande».
È andata così ieri mattina,alla presentazione delle quattro mostre dell’ente che riunisce la gestione di Galleria Civica e Museo della Figurina (del Comune) con Fondazione Fotografia della Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Dopo appena un paio di tentativi di cercare risposte sulle polemiche che stanno investendo in questi giorni la Civica, la direttrice ha detto: «stop».
A ottobre l’ente, dal quale5 dipendenti si sono già allontanati, compirà un anno. La direttrice generale Diana Baldon, padovana con esperienze di lavoro in Scandinavia dove spesso dimora, almeno ci ha messo la faccia. Già, perché in un momento delicatissimo, con il malumore di vecchi e nuovi dipendenti lasciato trapelare sui giornali, ieri non c’erano le istituzioni a supportarla. Neppure i vertici della sua. Sarà stato “casuale”, come la stessa direttrice si sforzava di dire, ma in sala alla presentazione di ben 4 mostre prodotte da Fmav non c’era il presidente dell’ente Gino Lugli. Non c’erano neppure i rappresentanti del Cda della Fmav, Martina Bagnoli, Luigi Benedetti, Paolo Credi e Daniela Goldoni. Non c’erano i soci del nuovo ente, Comune e Fondazione Cassa: sindaco Muzzarelli e presidente Paolo Cavicchioli che la Fmav, oppure l’assessore alla culturaGianpietro Cavazza. Ma appunto le assenze sarebbero una “casualità”: un errore, quindi, la scelta di una conferenza stampa importante? I problemi del nuovo corso, in realtà, paiono molti e voci di corridoio assicurano che si stanno ammettendo errori cercando di correggere la rotta per quanto possibile. A fianco delle preoccupazioni di molti - legittime, quantomeno curiose certe scelte - va anche ricordato che in precedenza Galleria Civica, Fondazione Foto e Figurina comunque non brillavano nel panorama nazionale dal punto di vista espositivo. E ora certe critiche di dipendenti ed ex dipendenti vanno anche lette alla luce del tentativo di modificare un po’ le cose. Certo è che ieri era pochissima la voglia di parlare di Diana Baldon: «I cataloghi? Li abbiamo fatti, la prima mostra qui al Museo della Figurina Panini ce l’aveva; la mostra estiva di fotografia degli studenti al Mata Madame Gerard idem, mentre Rafman ha il suo librettino».
Per completezza va ricordato che la prima mostra Panini aveva un catalogo preparato dal precedente staff e il catalogo di Madame Gerard è un opuscolo a colori. Purtroppo la mostra, importante, di Rafman non ha un “librettino”, ma una serie di fogli in bianco e nero tenuti insieme da una graffetta. Un ciclostile anni ’70 e ancora una volta nessun testo critico di Baldon. Per il resto la direttrice si limita a spiegare: «Capisco le tante domande, le affronteremo, ora siamo impegnati per un piano operativo strategico triennale e presto saremo orgogliosi di fare un bilancio». E poi «stop alle domande». —
STEFANO LUPPI
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