I progetti di OilSafe «In 7 anni portiamo il nostro fatturato da 4 a 50 milioni»
Successo delle idee innovative per decontaminare i fluidi Lugli: «Scelti fra migliaia dalla Ue, riceveremo 1,75 milioni»
La missione è “la sicurezza dell’olio”, lo dice il nome stesso “OilSafe”, pmi modenese che ha sede in via Toscanini e si occupa di oleodinamica, automotive, turbine e compressori con particolare specializzazione nella costruzione di banchi di prova e sistemi oleodinamici. Per sicurezza dell’olio si intende che i fluidi utilizzati nelle pompe e nei macchinari industriali vengono depurati dalla inevitabile contaminazione, dai residui della lavorazione e possono così garantire un rendimento molto più elevato. Il nome di OilSafe è salito di recente alla ribalta sia perché un importante suo progetto è stato prescelto dalla Ue a Bruxelles per un finanziamento cospicuo sia perché la stessa Ue ha indicato OilSafe per rappresentare l’Europa a una grande rassegna cinese del settore.
Di tutto questo parliamo con Lorenzo Lugli, 44enne direttore commerciale dell’azienda, la cui compagine societaria è formata da tre soci: il d.g. Alessandro Campi, il direttore finanziario Barbara Barbieri e il direttore dei servizi Raffaele Ballotta. Tutti imprenditori “under 50”, protagonisti della crescita e dei successi recenti assieme allo stesso Lugli e al direttore tecnico Massimo Zoboli.
«Ci teniamo a sottolineare – esordisce Lugli – che i riconoscimenti in ambito europeo per una pmi come la nostra non sono casuali ma derivano da 23 anni di fatiche, di capacità di reinventarsi, superare crisi, sempre ispirati dalla volontà di distaccarsi rispetto a quelli che io definisco imprenditori squali, che prediligono scorciatoie, evitano di pagare tasse e non si preoccupano dei rapporti con tutti gli stakeholder, dai dipendenti ai clienti e fornitori. Continueremo su questa strada anche ora, quando saremo impegnati nel lavoro e negli investimenti per un salto di qualità consistente».
«Io lavoro da 15 anni in questa azienda che è nata nel 1995 per costruire impianti oleodinamici – dice ancora Lugli – e posso dire che OilSafe ha il grande merito di non essersi accontentata di fare il compitino, è stata capace di rinnovarsi, ha investito in ricerca e sviluppo ed è arrivata al punto attuale, con circa 4 milioni di euro di fatturato e una trentina di dipendenti. Ora si è deciso di lanciarsi per un salto di qualità significativo. Da qui la scelta di presentare a Bruxelles il progetto Clean Cabinet, che è poi stato premiato dalla Commissione Europea, nella Fase 2 dei fondi Horizon, con 1,75 milioni di euro, la somma più elevata corrisposta. La società ha sviluppato un sistema unico nel suo genere, in grado di massimizzare il rendimento di componenti e sistemi attraversati da fluidi».
Il successo del progetto e il finanziamento non sono i soli motivi di soddisfazione. Un’apposita commissione di Bruxelles ha infatti selezionato OilSafe per rappresentare le Pmi europee nella principale fiera del settore industriale cinese: “China International Industry Fair”, che si terrà a Shanghai dal 19 al 23 settembre. OilSafe sarà fra le 18 aziende selezionate tra le 3.600 che hanno superato la prima fase.
Ma già prima di questi riconoscimenti internazionali OilSafe aveva conquistato la fiducia di marchi importanti e può annoverare fra i propri clienti nomi come la Ferrari, Maserati, Rfi Ferrovie Italiane, Enel, il Gruppo Bosch.
«Da questi successi - conclude Lugli - dovremo trarre lo slancio per proiettarci verso grandi obiettivi: punteremo su mercati esteri e ci siamo posti traguardi ambiziosi. In 6-7 anni vorremmo portare il fatturato a 50 milioni di euro, ovviamente con assunzioni di personale e nuove figure, a partire da un export manager che possa guidare questa espansione. Impegni non di poco conto, anche perché la stessa Unione Europea ci sottoporrà a continue verifiche sul rispetto dei progetti proposti». —
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