Modena Poker di mostre per sorprendere e affascinare con le arti visive
Da Kurokawa alla Galleria Civica a Baruchello al Mata Al Museo Figurina “Commodore 64” è un pezzo da museo
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MODENA. È vasto, spettacolare dal punto di vista espositivo e piuttosto variegato il parterre di mostre che Fondazione Modena Arti visive (Fmav) inaugura in occasione dell’imminente edizione numero 18 di Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo. Jon Rafman alla Palazzina Vigarani è un artista internazionale alla prima retrospettiva in Italia - e quindi l’assenza di un libro dove riflettere sulla sua importanza mantenendo memoria nel tempo dell’appuntamento è ancor più impossibile da comprendere - ma anche le altre sono notevoli. Gianfranco Barucchello al Mata (Livorno, 1924) attualmente vede una sua ampia rassegna in uno dei principali musei d’arte contemporanea d’Europa, Il Mart di Rovereto con cui Fmav collabora.
MODENA. Ryoichi Kurokawa, giapponese, a Palazzo Santa Margherita, è già stato a Modena ed è un interessante caso di artista a cavallo tra digitale, musica elettronica e arte visiva mentre “Vero o falso?” al Museo della Figurina invita a riflettere in epoca di fake news.“Ryoichi Kurokawa. al-jabr (algebra)”, da domani al 24 febbraio, a cura di Node – festival internazionale di musica elettronica e live media che compie dieci anni è la prima personale in un'istituzione Italiana dell’artista giapponese. Raccoglie alcune tra le sue produzioni recenti più significative, attraverso un percorso multisensoriale caratterizzato da imponenti opere audiovisive, installazioni, sculture e stampe digitali.
«L’artista - spiega il curatore Filippo Aldovini - si occupa nelle opere che esponiamo tra installazioni, sculture e ‘pitture’ dello scorrimento temporale, dove suono e immagine si uniscono in modo indivisibile. Il tema chiave della mostra è il concetto di unione, a cui si rimanda il titolo al-jabr, termine arabo da cui deriva la parola “algebra” che indica appunto la ricomposizione delle parti di un insieme.
Le opere in mostra presentano concetti e metodologie quali la decostruzione e la conseguente ricostruzione di elementi naturali, la riconciliazione di strutture divise, la rielaborazione di leggi e dati scientifici.
Tali metodologie ricordano una versione moderna e tecnologicamente avanzata della tecnica del kintsugi, ideata alla fine del XV secolo da ceramisti giapponesi per riparare tazze e vasi». Inaugurazione domani alle 18 in corso Canalgrande 103.
Gianfranco Baruchello. Doux comme saveur (A partire dal dolce)”, da domani al 4 novembre in via Manifattura Tabacchi, 83 (inaugurazione sabato ore 18,30). La mostra, realizzata col Mart e la Fondazione Baruchello di Roma, è composta da video proiettati per la prima volta dopo il recente restauro delle pellicole originali, parte di un progetto di 22 ore di girato con l’artista che sul tema del sapore dolce intervista filosofi, critici, poeti e artisti della cultura francese. “E’ un’altra mostra molto importante - spiega Diana Baldon - perché siamo davanti a uno dei più importanti artisti italiani di cui si sta occupando il Mart con il quale la nostra fondazione collabora. Interrogando i filosofi francesi, tra l’altro in un ambiente spesso domestico, il video si presta bene al tema della verità del Festivalfilosofia. Dalle 22 ore di film originale sono stati tratti 9 filmati per un totale di 90 minuti”.
“Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza”, da domani al 24 febbraio, a cura di Pleiadi Emilia. La mostra indaga il rapporto tra scienza e verità attraverso le collezioni del Museo della Figurina (500mila immagine donate al Comune, negli anni ’90, dal collezionista Giuseppe Panini), conducendo il pubblico all’interno del laboratorio scientifico, luogo simbolo dell’obiettività e dell’attendibilità. Il tema “vero o falso” è declinato in tre macro ambiti - medicina, alimentazione e ambiente - rivelando trucchi, illusioni ottiche e cinematografiche, ma anche le visioni oniriche di fine Ottocento. Alcune delle quali si sono avverate determinando un importante progresso per l’intero genere umano. “La mostra - spiega la curatrice Daniela Longo - ha un preciso filo narrativo evidente dagli oggetti e dalle immagini che esponiamo. Analizziamo, attraverso le figurine, come la scienza combatta i falsi miti o le fake news, ad esempio nel campo della medicina”. Inaugurazione domani alle 18 a Palazzo Santa Margherita in corso Canalgrande 103. —
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