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Modena, quanto si corre in via Respighi C’è chi impenna in moto ai 120 orari

di Luca Gardinale
Modena, quanto si corre in via Respighi C’è chi impenna in moto ai 120 orari

Test con telelaser dopo i numerosi incidenti dei giorni scorsi l’apparecchio di Piacentini svela una realtà impressionante

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MODENA. Le gesta sono quelle dei grandi campioni del motociclismo. Ad andare un po’ meno bene, però, è il contesto: non il circuito di Misano - o l’Autodromo di Marzaglia, per stare più vicini - ma via Respighi, zona artigianale di Modena est, all’ora di punta per i rientri, le sei di pomeriggio. Storie di ordinaria follia per quella che gli artigiani della zona chiamano “la via dai cinque nomi”. In effetti, dando un’occhiata alla cartina, si scopre che il tratto di circa tre chilometri che “dribbla” la via Emilia est, creando una strada alternativa che parte dal Policlinico e sbuca alla Fossalta, di nomi ne ha proprio cinque: nasce come strada Saliceto Panaro, si trasforma in via Pancaldi, poi supera la tangenziale come via Respighi, per diventare via Marinuzzi e tornare sulla via Emilia come via Gazzotti. In mezzo, c’è un bello spazio per correre.

O meglio: la possibilità non ci sarebbe, visto il limite dei 50 chilometri all’ora, ma la vita di tutti i giorni dice che il lungo rettilineo della zona artigianale è una delle strade in cui si corre di più in città. Si corre e si rischia, dal momento che sono già una decina gli incidenti che si sono verificati negli ultimi tre mesi sulla via, in particolare nella parte centrale, quella che si chiama via Respighi prima dell’incrocio con via Scarlatti e via Marinuzzi subito dopo. E mentre il Comune sta ragionando sull’opportunità di installare un impianto semaforico, a fare un sopralluogo per verificare la velocità dei mezzi è stato Franco Piacentini, presidente dell’Associazione vittime della strada. Così, munito di telelaser, martedì pomeriggio Piacentini ha monitorato auto e moto che transitavano per l’incrocio Respighi-Scarlatti-Marinuzzi.

Un orario che in teoria era anche “favorevole” per chi ha il vizio di spingere un po’ troppo sull’acceleratore, dal momento che il traffico intenso delle 18 impedisce di correre più di tanto. Tutto questo in teoria, perché nella realtà sono bastati venti minuti di monitoraggio per registrare diversi sforamenti: tolte le auto che superavano di poco i 50 all’ora, diversi mezzi facevano regolarmente i 70, mentre un’auto è passata ai 93 all’ora. Ma sono state soprattutto le moto a dare il meglio nella fascia scelta per il monitoraggio: due motociclisti hanno infatti percorso via Marinuzzi e via Respighi (in direzione centro città) ai 120 all’ora, superando le auto da destra e impennando poco prima di arrivare al sottopasso della tangenziale. Una scena che si è ripetuta pochi minuti dopo: gli stessi motociclisti hanno percorso di nuovo il rettilineo, impennando poco prima di arrivare al sottopasso. Più che un rientro a casa dopo una giornata di lavoro, insomma, quello di lunedì sembrava un “garino”, solo che il contesto non era una pista, ma appunto l’arteria che collega il villaggio artigianale alla città. —


 

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