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Scuole, lotta contro il tempo per il dissequestro

DANIELE MONTANARI FRANCESCO DONDI
Scuole, lotta contro il tempo per il dissequestro

Il Comune gioca le carte del ricorso al Tribunale del Riesame o dell’istanza urgente. L’avvocato: «Nulla di doloso o illegale»

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Istanza urgente di dissequestro o ricorso al Tribunale del Riesame: sono queste le due carte che il Comune di Serra si gioca per riottenere la fruibilità dei prefabbricati che hanno ospitato l’anno scorso gli studenti delle medie e avrebbero dovuto farlo anche a partire da lunedì, se non fosse arrivata la doccia fredda del sequestro preventivo. Una misura eseguita dai carabinieri forestali di Modena su disposizione del gip Andrea Romito, in accoglimento della richiesta del pm Katia Marino risalente al mese di aprile, sulla base di esposti presentati dai genitori che hanno dato origine a due procedimenti giudiziari datati 2018. Confermata la linea di contestazione di fondo della Procura: il piazzale del Valverde è su frana attiva che non consente di realizzare o mantenere fabbricati nel lungo periodo. I moduli erano partiti come temporanei, ma l’ammissibilità dell’installazione si è persa con il prolungamento della presenza e la conferma ora a un altro anno. Giornata di fuoco ieri per il sindaco Claudio Bartolacelli, dalla mattinata a Modena alla tarda serata di ieri, con l’ultima riunione organizzativa.

I NUOVI AVVOCATI

In mezzo, la giunta convocata al pomeriggio per affidare in somma urgenza la tutela legale del Comune al prof Giulio Garuti incaricato insieme all’avvocato civilista Valeria Barbieri di rappresentare l’ente e il dirigente dei lavori pubblici Ermanno Franchini, indagato per la vicenda. «Si deve partire da un presupposto, che credo sia immediatamente dimostrabile - spiega l’avvocato Garuti - né il Comune né il suo tecnico hanno fatto qualcosa di doloso o illegale. Gli atti amministrativi sono lì a dimostrarlo: non c’era alcuna volontà di compiere illeciti, si è sempre cercato di affrontare nel miglior modo possibile una vicenda che ha ricadute sulla comunità, e profili legati a una disposizione regionale. La frana a cui si fa riferimento, e che ha portato il giudice a disporre il sequestro preventivo, è costantemente monitorata. Il Comune spende parecchi soldi per prestare attenzione e garantire la massima sicurezza». Anche procedendo in somma urgenza, sembra però davvero impossibile pensare di riottenere la struttura in tempo per l’inizio delle lezioni: l’avvio d’anno è tutto da reinventare per 157 ragazzi, una vicenda paradossale finita ieri anche sulla cronaca nazionale del Tg4.

SOLIDARIETÀ A FRANCHINI

«È dura ma ce la faremo - garantisce Bartolacelli - anche se è davvero difficile da capire la motivazione del sequestro di una struttura che resta intrinsecamente temporanea, perché abbiamo detto in mille modi che la smontiamo il prima possibile. Ci siamo messi in ottime mani legali, e sono fiducioso. A Franchini ho garantito tutta la vicinanza dell’amministrazione, che deve essere una cosa sola con i dipendenti comunali. Si è trovato a lavorare su questa installazione l’anno scorso in condizioni di assoluta urgenza, con l’unico obiettivo di dare un luogo di studio ai ragazzi». —

DANIELE MONTANARI

FRANCESCO DONDI

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