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LA SINGOLARE COINCIDENZA 

Stessa zona, trentuno anni fa esatti il corpo di una vittima del “Mostro”

Undici settembre 1987, è l’alba. Un operaio di una cava tra San Damaso e San Donnino trova vicino alla sbarra del vialetto d’ingresso un cadavere. È quello di Donatella Guerra, 22 anni, milanese...

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Undici settembre 1987, è l’alba. Un operaio di una cava tra San Damaso e San Donnino trova vicino alla sbarra del vialetto d’ingresso un cadavere. È quello di Donatella Guerra, 22 anni, milanese residente a Concordia (Modena), tossicodipendente e prostituta. Diventerà una delle dieci vittime nel dossier sul cosiddetto “Mostro di Modena”. È incredibile la coincidenza tra la scoperta del cadavere carbonizzato nello spiazzo vicino ai laghetti Vivinatura e questo. A 31 anni esatti di distanza, lo stesso giorno spaccato, e a una distanza spaziale tutto sommato breve, dato che la cava è vicina e sempre sul greto del Panaro. Ovviamente non si può immaginare un delitto collegato al “mostro di Modena” o a qualche suo imitatore. È solo una pura coincidenza. Ma il delitto di Donatella Guerra è stato altrettanto efferato. Portata lì probabilmente già morta, era stata pugnalata prima al cuore e poi alla gola sotto il mento. È stata abbandonata lì affinché qualcuno la trovasse. Un segnale. —

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