Daniele Francesconi: «Con Verità. affrontiamo il tema più attuale e complesso dei nostri tempi»
Il direttore Daniele Francesconi ci svela il filo conduttore «Le verità sono tante, riuscire a scoprirle non è semplice »
MODENA. «Cerchiamo di fornire anticorpi». Parte da una questione legata alla salute Daniele Francesconi - cinquant’anni appena compiuti, viareggino di nascita con studi alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa prima di arrivare nel 1997 a Modena alla Scuola internazionale di alti studi del Collegio San Carlo - per illustrare il tema scelto quest’anno per il Festivalfilosofia.
Francesconi è al suo secondo anno da direttore dopo avere seguito per lungo tempo come numero due della fondatrice e direttrice Michelina Borsari.
Direttore, oggi si parte, cosa si aspetta quest’anno?
«Mi attendo che in questa edizione, visto anche il tema che è alla base della filosofia, una buona risposta da parte del pubblico che è sempre molto consapevole. Vero è che l’importanza della manifestazione non è dettata da 100 persone in più o in meno presenti, ma certo quest’anno il tema Verità è rilevante. Gli indicatori che abbiamo ci fanno ben sperare e noi puntiamo sempre a misurare quanto le riflessioni in piazza ‘entrano’ dentro alle persone».
Verità è un tema scottante oggi?
«È una delle questioni più scottanti, un argomento di grande rilievo su un tema chiave che oggi finalmente è venuta l’ora di discutere. Puntiamo ad alzare la consapevolezza sul tema».
Fornisca un vademecum per il pubblico che arriva in queste ore.
«Anzitutto va ricordato che la verità non è mai una sola, ma sarebbe banale parlassimo solo di questo solo che è solo un primo aspetto. Noi metteremo in risalto, attraverso il programma filosofico e quello creativo quest’anno molto legati tra loro, che ci sono pratiche e usi intorno a Verità. Pensi al valore di questioni come la testimonianza, la confessione, la sincerità che poi sarebbe uno dei significati del termine greco intraducibile parresia. La verità, come si vede, è sempre opaca e sfaccettata e per questo puntiamo a disvelarne i significati riflettendo sulla costruzione del vero, la propaganda, la fabbricazione del vero. Spieghiamo cos’è la attendibilità perché collegata ad essa c’è sempre la fiducia che è un collante della convivenza».
Entriamo nel campo del contemporaneo, della verità, delle fake news?
«Già, un tema rilevante anch’esso perché le notizie impattano sulla nostra esistenza. Parleremo di credibilità delle fonti perché, ad esempio, ciò che appare sul sito dell’Organizzazione mondiale della sanità non può avere la stessa valenza di una pagina Facebook che ci dice che se mangiamo sedano guariamo dal cancro. Ci sono molte responsabilità in questo campo, anche della stampa, perché siamo tutti molto esposti, vulnerabili e manipolabili».
Cosa serve per reagire? «Serve tempo, tanta consapevolezza e la possibilità e il tempo per saper distinguere. Altrimenti saremo tutti vittime».
Tutto ciò lo declinate attraverso le lezioni dei filosofi nelle piazze, il cuore del festival.
«Abbiamo una cinquantina di professori, alcuni notissimi anche se purtroppo Zygmunt Bauman ci ha lasciati e ci manca enormemente, di cui quest’anno ben 24 non sono mai venuti alla nostra manifestazione. Sia chiaro che i beniamini di tutti ci sono, ma loro brillano di luce propria mentre abbiamo allargato il campo invitando appunto tanti altri professori. Impossibile parlare di tutti, per questo abbiamo come ogni anno le ‘piste’ che indirizzano i visitatori sui vari aspetti della discussione».
Poi c’è il programma creativo.
«Anch’esso contribuisce enormemente ai nostri scopi anche perché non dobbiamo dimenticare che il Festivalfilosofia, anni fa, ha contribuito al lavorare insieme in sinergia tra gli istituti. E’ difficile, come si sa”.
Qualche particolare del programma?
«Abbiamo oltre 30 mostre, quest’anno l’alleanza è forte con le arti visive. Lavoriamo sul tema della finzione e delle grammatiche del mondo con le ottime mostre della Fondazione Modena arti visive dove si mettono in rapporto suoni e immagini mentre alla Biblioteca Poletti e all’Archivio comunale si parla di propaganda. A Sassuolo Wainer Vaccari ci parla del carattere delle persone attraverso il ritratto. Ma quest’anno c’è tantissimo, pensi solo alla organicità che abbiamo immaginato per la satira con Makkox, la blogger Martina Dell’Ombra, il Terzo Segreto di Satira». —
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