I menù filosofici. Gregory: «La verità intera la troviamo solo a tavola»
Otto menù filosofici proposti in ottanta ristoranti e locali delle città ospitanti «Offriamo un “luogo di salvataggio” dai pozzi di scienza proposti dal festival»
La verità... dentro il piatto.
Saranno 80 ristoranti tra Carpi, Modena e Sassuolo in questi tre giorni ad ospitare gli otto menu filosofici di Tullio Gregory, filosofo e gourmet che ha creato un percorso gastronomico ispirato al tema del festival, la “verità”.
L’iniziativa vuole sottolineare la centralità del convito nella civiltà umana e celebrare gli artifici di cucina e bottega, proponendo tipicità del territorio.
Il primo menù è ispirato alle “verità prime” dove a trionfare è la pasta emiliana, dai tortellini in brodo alle tagliatelle al ragù di piccione o di anatra, dai tortelli alle erbette ai quadretti in brodo per chiudere con la torta di riso. Poi c’è “uno e molteplice”, quindi le molteplicità, dalle tigelle allo gnocco fritto con affettati fino al guanciale di maialino al Lambrusco, ciccioli frolli e di montagna, fagioli con le cotiche macedonia di frutta
. Il terzo è dedicato alle “verità dorate” ovvero carni, verdure, frutta e crema per il gran fritto alla modenese e torta di Vignola mentre per “verità edeniche” calzagatti, zucchine ripiene di ricotta, fagioli in umido, radicchio di campo con aceto balsamico tradizionale di Modena, friggione e pesche al cioccolato.
Poi c’è il menù delle “somme verità”, dalla bomba di riso allo stracotto di asinella, involtini di verza accompagnati dal tortino di patate di Montese e bensone con vino bianco.
In “verità e metodo” passatelli in brodo, bollito misto con salsa verde e purè, cipolline in agrodolce e zuppa inglese mentre in “verità liquide” menù a base di pesce: aringhe affumicate con patate lesse, spaghetti allo sgombro, frittelle di baccalà, insalata di tonno, fagioli e cipolla e gelato alla crema con mirtillo nero dell’Appennino.
Invece le enoteche proporranno “In vino veritas” con pane comune, gnocco ingrassato, affettati, Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi e formaggi dei colli modenesi e un calice di vino tra una selezioni di Lambruschi e vini bianchi modenesi. Tullio Gregory, già professore di storia della filosofia alla Sapienza di Roma nonché membro del comitato scientifico del festivalfilosofia e noto gourmet ha voluto creare questi menù dando una nota di tipicità del nostro territorio.
Gregory e i menù sono una piacevole tradizione del festival. Il filosofo crea i menù fin dalla prima edizione del festival e commenta così questa edizione: «Non sappiamo se tutti saranno capaci di scendere in fondo ai pozzi di scienza proposti dal festival, spesso molto profondi, con acquitrinosi percorsi dilemmatici; ci siamo quindi premurati di offrire una tavola di salvataggio. Sì, proprio una tavola, perché è a tavola che forse troviamo quella verità intera, piacevole, morbida, profumata che possiamo non solo contemplare ma gustare, come volevano i mistici medievali. A tavola noi abbiamo la manifestazione e il trionfo dell’assoluto, del bene, del buono, del bello nelle sue storiche determinazioni». —
SERENA FREGNI
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