La giovane uccisa è stata bruciata con alcuni copertoni e gettata tra le foglie
Nello spiazzo ormai poche le tracce rimaste visibili del rogo E nel luogo, nonostante il delitto, ancora tanti frequentatori
Carta di libri, pezzi di legno da cassette da frutta e altro trovato in zona e tre copertoni di auto. Questo è il materiale utilizzato per bruciare il corpo della donna giovane trovata carbonizzata e ischeletrita tra il fogliame in fondo allo spiazzo per appuntamenti promiscui vicino ai laghetti Vivinatura di San Donnino, a due passi dal greto del Panaro. Tutto materiale che si trova nei residui combusti a pochi metri di distanza dal punto in cui i resti sono stati gettati ancora in fiamme. Il percorso annerito lo indica chiaramente: ci sono i segni in terra di un rogo di grandi dimensioni e collegato da una scia nera di trascinamento a uno rogo circolare vicino, probabilmente di un copertone; e poi il fogliame bruciato dove si trovava il cadavere della ragazza ancora senza nome.
Accanto a lei una bombola abbandonata, non si sa se lì da tempo o magari è stata utilizzata per cospargerla di materiale infiammabile.
Tre copertoni, si diceva. I frequentatori della zona, soprattutto i ciclisti, ricordano al centro del posteggio un punto fisso di orientamento: 4 copertoni impilati da tempo e usati come pattumiera (se così si può dire, in un posto così lurido). Oggi ne resta uno solo. I resti degli altri sono stati portati via, mentre restano i fili di ferro della loro intelaiatura con resti che paiono del corpo bruciato. Sempre accanto a quel mucchio si nota una scatola di trucchi da donna e filamenti simili a capelli che ricordano un’extension. Ma è difficile dire se quelle tracce sono davvero riconducibili alla vittima: quel parcheggio è un concentrato di rifiuti stratificati. Non esistono invece tracce di vestiti, sacchi o teli. Il corpo è stato sicuramente bruciato nudo e nudo è stato abbandonato carbonizzato. Questo aspetto suscita molte domande. La vittima è stata uccisa lì oppure da un’altra parte e portata lì nuda solo per essere bruciata? E se così, per lanciare un segnale macabro a chi? Oppure l’assassino voleva solo disfarsi del corpo in un luogo a lui noto, magari in compagnia di un complice? Possibile che in un luogo frequentato a tutte le ore nessuno abbia visto il rogo? Queste domande, ora al centro delle indagini dei carabinieri, non turbano i frequentatori dello spiazzo pubblico abbandonato da un ente che dovrebbe curarlo: anche ieri, in due nostri sopralluoghi vicino alla zona sotto sequestro, continuava il carosello di auto e di uomini persino in mutande che passeggiavano in cerca di un adescamento. Dice di non sapere nulla la moglie del pastore che abita a cento metri da quel luogo.
Le indagini dei carabinieri sono orientate in più ambiti. Vanno oltre l’ipotesi più semplice, quella di una giovane prostituta brutalizzata, uccisa e bruciata davanti al pubblico che usa quello spiazzo per commerci sessuali. Ci sono altre piste ma sono tenute segrete. Intanto oggi dovrebbe avvenire il conferimento dell’incarico al medico legale che eseguirà l’autopsia. Verranno fatti prelievi di tessuti e campioni biologici per le analisi di laboratorio. Tra le parti più importanti, i capelli: un reperto fondamentale per conoscere elementi importanti della storia della vittima: il suo Dna, il possibile utilizzo di droghe o medicinali, aspetti delle sue condizioni fisiche, se si tingeva i capelli ecc.
L’autopsia potrà indicare la causa della morte della donna. Se è stata uccisa e come. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
