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Minacce per foto e video hard Arrestato pedofilo di 21 anni

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Minacce per foto e video hard Arrestato pedofilo di 21 anni

Trovava le vittime su Instagram e WhatsApp e le ricattava per avere altri scatti Denuncia partita dal padre di una 11enne di Ischia. Indagini su 26 chat con minori

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PRIGNANO

Internet e gli smartphone aprono scenari immensi, infinite possibilità di viaggiare attraverso il mondo. Ma ci sono pericoli celati nel web, che aspettano i navigatori più innocenti. Come una bambina di undici anni di Ischia. Troppo giovane per riconoscere il pericolo, ancora troppo piccola per riuscire ad opporsi ai ricatti di un 21enne di Prignano (A.B.) finito in carcere con le accuse di produzione e divulgazione di materiale pedopornografico. E se non fosse stato per il grido di aiuto ai genitori il gioco malato del prignanese sarebbe proseguito ancora a lungo, coinvolgendo ben più delle 26 potenziali vittime finora trovate dai carabinieri.

La denuncia

I militari della Compagnia di Ischia hanno avviato le indagini su richiesta dei genitori della undicenne. La bambina aveva loro confessato di aver intrapreso una relazione con un ragazzo più grande. Una richiesta di aiuto verso il padre e la madre, perché la piccola aveva ormai paura di quell’uomo che insistentemente le chiedeva fotografie hard e video intimi. Quello stesso ragazzo che prima le aveva fatto promesse e poi l’aveva spaventata obbligandola a fare cose che non avrebbe voluto e di cui si vergognava. Ma non poteva smettere perché quello la minacciava di pubblicare tutte le foto online. All’inizio le scriveva cose del tipo: «Ti amo, ma mi devi mandare una foto nuda... sempre se mi ami fai la foto». Poi le offese e i ricatti, anche con video riconducibili all’estremismo islamico, in stile Isis.

le indagini

I carabinieri sono riusciti a risalire al 21enne di Prignano, facendo scattare la perquisizione e l’arresto, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Sassuolo. Nel suo IPhone X aveva 119 conversazioni che sono state prese in considerazione dagli inquirenti, di cui 26 con minorenni, alcune ancora in fase di identificazione. I militari nel domicilio dell’indagato hanno sequestrato svariate apparecchiature elettroniche (pc, smartphone, hard disk) e ritrovato, a seguito di una consulenza tecnica informatica, ulteriore materiale pedopornografico. Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare sono state effettuate diverse perquisizioni disposte dalla Procura di Napoli.

L’ESCA DEI SOCIAL NETWORK

Si è scoperto che il 21enne riusciva a trovare le sue vittime tramite Instagram (social network che ha di gran lunga scalzato Facebook negli under 18) e poi proseguiva il rapporto tramite le chat di WhatsApp. Mezzi potentissimi e che hanno rivoluzionato le nostre vite, ma che rappresentano anche uno strumento pericoloso nelle mani di persone senza scrupoli. —

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