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Non solo libri di testo Dai saggi alle app, tutto un programma

monica tappa
Non solo libri di testo Dai saggi alle app, tutto un programma

Cataloghi, podcast, album e siti web La scuola ricomincia: mille strumenti, a partire dalla voglia di cose belle

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monica tappa

“Ai nastri di partenza. Senza fretta di finire un programma che non esiste. Ciò che ci serve è intelligente flessibilità, insieme a tanta voglia di cose belle e passione per ciò che facciamo. Poi anche creatività inclusiva, letture generose, collaborazioni stimolanti e innovazione didattica. Buon anno frizzante a tutto il mondo della scuola” scrive Eva Pigliapoco, insegnante di scuola primaria a Modena, che nei social si impegna quotidianamente a condividere #solocosebelle e nel tempo libero si è pure inventata un nuovo modo di fare recensioni e ha inaugurato lo spazio del suo Eva Café (su spreaker.com), il podcast dei libri per piccoli ragazzi e grandi bambini dove, dice “Ci metto la voglia di leggere. Ci metto la passione per i libri per ragazzi. Ci metto la voglia di imparare a fare cose nuove. Ci metto la voglia di condividere. Ci metto la voce”. (Ascoltatela, è bravissima).

“Mi piace pensare che questo libro sia figlio della libertà: la mia, di poter insegnare secondo lo stile e l'approccio educativo in cui credo, quella delle bambine e dei bambini, di sentirsi accolti, rispettati e ascoltati, e quella di chi legge, di pensare e creare qualcosa di altro e nuovo rispetto a quel che troverà scritto”. Queste parole invece sono di Antonella Capetti, insegnante di scuola primaria, che ha appena pubblicato con Topipittori il saggio “A scuola con gli albi. Insegnare con la bellezza delle parole e delle immagini”. Non è un libro di testo, non è pubblicato come editoria scolastica, e nasce da un seme morbido e generoso, un progetto straordinario che si chiama Apedario (http://apedario.blogspot.it/): un blog dove la Capetti ha condiviso giorno dopo giorno il suo approccio didattico, le sue esperienze. Le sue e quelle di chi, come lei, non ha aspettato che qualcuno sistemasse ciò che nella scuola pubblica non c’è, manca, è fatiscente ma ha, semplicemente, continuato a lavorare con e per i “suoi” bambini e le “sue” bambine.

“Eccolo che arriva il catalogo curato da me con tante indicazioni, giochi e percorsi per insegnanti, per divertire e divertirsi con le storie e con i libri. Io mi sono molto divertita a ideare il tutto! Appena lo avete sottomano, fateci sapere cosa ne pensate. Vi aspetto!” scrive invece Carla Colussi, libraia e contastorie che, con Beisler, ha appena pubblicato “Mettiamoci in gioco. Un catalogo con percorsi operativi per insegnanti”.

Cataloghi, saggi, podcast, app. Poi, certo, ci sono i libri di testo. Il Miur scrive: “il libro di testo è lo strumento didattico ancora oggi più utilizzato mediante il quale gli studenti realizzano il loro percorso di conoscenza e di apprendimento. Esso rappresenta il principale luogo di incontro tra le competenze del docente e le aspettative dello studente, il canale preferenziale su cui si attiva la comunicazione didattica. Il libro di testo si rivela uno strumento prezioso al servizio della flessibilità nell'organizzazione dei percorsi didattici introdotta dalla scuola dell'autonomia: esso deve essere adattabile alle diverse esigenze, integrato e arricchito da altri testi e pubblicazioni, nonché da strumenti didattici alternativi”. I testi e gli strumenti alternativi ci sono. Pronti, che si parte (tra le solite polemiche). —



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