Primo giorno di scuola sciopero dei trasporti Seta, problemi irrisolti
Lunedì previsti nuovi disagi a causa della vertenza aziendale Critiche dei sindacati sui biglietti integrati tra treni e autobus
«Seta: un altro anno di passione?», si chiede il sindacato Usb Lavoro Privato con riferimento alla Spa dei trasporti pubblici che serve Modena, Reggio e Piacenza.
Nonostante l'ottimismo sulle ultime trattative sfoggiato dal neo presidente Andrea Cattabriga, che guida l'azienda da luglio, lo sciopero di quattro ore di lunedì, primo giorno di scuola, viene confermato in tutti e tre i bacini.
Evidenzia il sindacato di base Usb: «In Seta i problemi si acuiscono giorno dopo giorno sempre di più. Invece di calare i costi di gestione si amplificano, rimane in piedi il sistema di bigliettazione integrato ferro-gomma (abbonamenti) Mi-muovo che fa acqua da tutte le parti».
Insomma, prosegue il sindacato, «parte la nuova presidenza di Seta ma i problemi restano, ora anche la mancata partecipazione alle gare del servizio scolastico, ritirandosi da questo servizio e favorendo di fatto i privati».
Rimangono poi aperte «tante altre questioni non risolte», continua la sigla con riferimento all'azienda di Bologna-Ferrara che si occupa anche delle ferrovie regionali: «Mentre Tper spa elargisce dividendi ai soci pubblici con milioni di euro, Seta spa piange miseria e compra autobus vecchi da altre aziende dimenticandosi tutti i mezzi in panne e quelli bruciati nel corso del 2018. Perchè non chiedere un aiuto al socio di maggioranza (Tper-regione) per avere vetture idonee alla sicurezza pubblica?», si chiede l'Usb, parlando in generale di «smantellamento dell'azienda in vista delle prossime gare sull'affidamento del servizio di trasporto pubblico».
L’ultima vicenda in termini di trasporti, tra l’altro, l’avevamo raccontata qualche giorno fa, quando in un’audizione del consiglio provinciale il presidente Cattabriga non aveva nascosto la sua preoccupazione per i mezzi promessi che ancora devono arrivare, spiegando che l’unica soluzione possibile era quella di dare il via all’acquisto di mezzi usati e dismessi dall’azienda di Pavia: non proprio i mezzi nuovi e poco inquinanti che tutti si aspettavano... —
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