Risse vere o solo fake news? Il “Pistoni-pensiero” divide
Centrodestra all’attacco del sindaco. Severi: «Offende i sassolesi che vedono» Caselli rincara ma Zanoli replica: «Tutto inventato per sostenere conflitti razziali»
Continua la bufera politica a Sassuolo. Sono giorni che si susseguono quasi incessantemente gli interventi sugli episodi di violenza, presunti o meno, avvenuti in città; tanto da arrivare a chiedersi se questi pareri abbiano più il sapore di una lotta sul tema legalità o di uno scontro politico all’ultimo sangue. Scontro che ha avuto come mirino principale il sindaco Claudio Pistoni, che nei giorni scorsi si è esposto sul tema della “sicurezza” invitando i testimoni e le vittime a denunciare gli episodi sospetti direttamente alle forze dell’ordine, onde evitare di incorrere, o creare, le cosiddette “fake news”.
L’unica certezza al momento, infatti, è che la maggioranza delle vicende che hanno scaldato gli animi e fatto spaventare molti sassolesi sono state divulgate sui social e, ma senza denunce o segnalazioni agli organi competenti.
Le domande che sorgono sono quindi molte ed è impossibile discernere tra il “Perché qualcuno dovrebbe inventare un’aggressione?” o - al contrario - “Perché se questa rissa è avvenuta nessuno è andato al pronto soccorso per ricevere medicazioni?”.
Fatto sta che le dichiarazioni del sindaco hanno innescato altri interventi. «L’allarme lanciato dai cittadini per il susseguirsi di episodi che minacciano la sicurezza della propria persona e dei propri beni, - ha dichiarato Claudia Severi, capogruppo di Forza Italia- non può essere negato solo perché non sempre segue i canali istituzionali della denuncia o del ricorso al pronto soccorso. I cittadini sassolesi non sono diventati improvvisamente vittime di allucinazioni collettive, ma sono testimoni di fatti reali che denunciano anche, e non solo, via social, magari perché hanno maturato una sfiducia in chi dovrebbe intervenire».
Sicuramente più ironico ma sulla stessa linea c’è l’ex sindaco Caselli, come abbiamo anticipato ieri. Dopo che, in pieno giorno e in centro storico, gli è stata rubata una bicicletta, il capogruppo dei sassolesi ha scritto: «Pistoni ha detto che sono tutte fake news, però la bici non la trovo lo stesso».
Un altro parere è arrivato anche da uno che nella scena politica cittadina “non la manda di certo a dire”: Antonio Zanoli. «Mentre a Sassuolo si fa a gara a chi s’inventa la fake news più bella e colorita per incendiare in maniera totalmente autolesionista il conflitto sociale e, chiamiamolo col suo nome, razziale – ha affermato – io con felicità e dopo tanto tempo ero tornato d’accordo con il nostro sindaco Claudio Pistoni». Zanoli, però, ha poi cambiato completamente il focus del problema; “rispolverando” un altro argomento molto chiacchierato, ovvero quello della non laicità delle istituzioni. A motivare la riflessione, l’aver letto un vecchio invito ad un evento patrocinato dal Comune che promuoveva un’educazione basata sulla “prospettiva cristiana della vita alla luce del magistero della chiesa cattolica. «È un problema grave, – ha concluso – anzi gravissimo. Così, per lanciare una riflessione anche su questioni del: dove e a chi vanno i nostri soldini pubblici? Perché lì anziché là? A chi giova? Come? Ma voi tornate pure a scannarvi sulle presunte baby gang e via Menotti come il far west, che probabilmente è ciò che fa comodo a chi non vuole parlare di altro». Dove sta quindi, rimandando al tema del festival della filosofia in procinto di iniziare, la verità? —
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