«Scuole al pomeriggio: l’unica soluzione»
L’annuncio ribadito ieri sera da preside e sindaco nell’incontro con i genitori, che hanno manifestato la loro contrarietà
SERRAMAZZONI
Lezioni al pomeriggio per gli studenti delle medie nei moduli che ospitano quelli delle elementari, al termine del loro orario. È questa la soluzione d'emergenza che si profila a Serra per consentire lunedì l'avvio dell'anno scolastico dopo lo choc del sequestro dei prefabbricati in piazzale Olimpico. È stata annunciata ieri pomeriggio dal preside Stefano Graziosi nell'incontro preliminare che ha avuto con i genitori e ribadita alla sera dal Comune nell'affollatissima e accesissima riunione che ha visto circa 300 persone preoccupate come non mai in sala di Cultura. L'orario individuato è dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18, il sabato dalle 8 alle 13 perché i bimbi delle elementari sono a casa. «La situazione non è grave, è tragica» ha sottolineato il preside nel dare la notizia.
«L'unica soluzione prospettata al momento è questa – ha sottolineato - e noi dobbiamo adeguarci ai locali messi a disposizione dal Comune. L'orario è incompleto perché sono solo 25 ore: auspichiamo al più presto condizioni migliori». «Ma come facciamo a lasciare a casa da soli i nostri figli mentre andiamo a lavorare? Non può essere» hanno osservato in tanti, e così anche alla sera.
«Non è che si prenda a cuor leggero la decisione di fare il doppio turno – ha detto il sindaco Claudio Bartolacelli – ma è l'unica soluzione praticabile. Sappiamo che è un disagio per tutti, soprattutto per i bambini, ma cercheremo di mitigarlo con tutte le azioni possibili. Speriamo che il tempo sia breve, nell'ipotesi peggiore vi garantiamo che per le vacanze di Natale saremo in grado di rimediare a questa sciagura con un'altra soluzione». Bartolacelli ha sottolineato che fin dal suo insediamento ha lavorato per spostare i container da piazzale Olimpico «ma la burocrazia non ci avrebbe permesso di posizionare nuovi moduli nel campo della Bastiglia prima del luglio 2019». Da qui la decisione di mantenere l'istallazione e di dotarla delle certificazioni che mancavano, assicurando il monitoraggio della frana attivando un ente terzo come il Servizio geologico regionale: «Gli ultimi dati indicavano un movimento di mezzo millimetro a 7 metri di profondità e di 1 millimetro a 23, un quadro tranquillizzante» ha sottolineato. A livello giudiziario, ha annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame, e ha ribadito le sue perplessità per il sequestro arrivato a cinque giorni dall'avvio d'anno. «Ci vogliono motivazioni gravissime per una tempistica di questo tipo, ma dicono che la richiesta di sequestro risale a maggio: perché allora hanno consentito di finire l'anno lì? Noi non abbiamo perso tempo, abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare».
«Siamo pronti ad ogni supporto per evitare ulteriori disagi ai ragazzi e alle famiglie, ma è evidente che l’attuale giunta è fortemente in ritardo» ha invece incalzato in una nota la consigliera Maria Chiara Venturelli (centrodestra).
«Pochi mesi fa avevamo spiegato a più riprese che le autorizzazioni per i moduli erano legate all’eccezionalità della situazione e per un periodo minimo, quindi era noto a tutti che entro l’inizio delle scuole sarebbe stato necessario fare delle scelte: rafforzare le strutture provvisorie, trovare una soluzione ponte e sistemare le precedenti scuole o creare un nuovo polo. La giunta ha perso tre mesi per correre dietro a tre progetti senza dichiarare mai le coperture finanziare e ha trascurato lo stato della struttura provvisoria».
DANIELE MONTANARI
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