Arti visive, presto nuove nomine La gestione fa sempre più discutere
Imbarazzo negli ambienti politici. Cugusi (Mdp): «Manca il progetto, troppi problemi con i dipendenti»
Non accennano a placarsi le polemiche relative alla situazione della Fondazione Modena Arti Visive che, a quasi un anno dalla nascita, preoccupa molti.
Il personale fugge, i cataloghi non si fanno, i dati di accesso alle mostre non vengono comunicati.
Il complesso ente, che dovrebbe riunire la gestione dei comunali Galleria Civica e Museo della figurina con Fondazione Fotografia, sembra in difficoltà e dietro le quinte, tra l’altro, molti degli addetti ai lavori sollevano dubbi. Restano, ad esempio, sorpresi perché due mostre importanti come le attuali - Jon Rafman e Ryoichi Kurokawa - non sono dotate di un catalogo. Ossia dello strumento che serve non solo a giustificare un investimento economico, ma pure a fare progredire gli studi su un determinato argomento. E invece quello della prima, interessante, mostra italiana di Rafman, un artista importante, si risolve in una decina di fogli tenuti insieme da una graffetta.
E ora anche l’annunciato primo “piano operativo triennale” genera curiosità visto che il documento che la direttrice Diana Baldon presenta al presidente Gino Lugli e agli altri consiglieri del cda va oltre il proprio contratto che essendo di due anni scade nell’autunno 2019.
In tutto questo arriva anche l’ora delle candidature da parte del Comune proprio dentro la Fondazione Modena Arti Visive. Già, perché un’altra “particolarità” di questo ente complesso è che esso è “solo” una derivazione di Fondazione Fotografia il cui cda triennale scade quest’anno. I membri del Comune - Paolo Credi e Daniela Goldoni - saranno confermati? E lo sarà il presidente Lugli nominato dopo l’accordo con Fondazione Cassa?
Per le candidature c’è tempo fino al 15 ottobre (l’avviso pubblico su www.comune.modena.it, tel. 059.2032592). La questione, intanto, diventa anche politica visto che dopo il M5S oggi interviene anche il partito legato alla maggioranza ArticoloUno. «Dalla sua nascita - spiega il consigliere Marco Cugusi - la Fmav evidenzia una elevata criticità che con il passare del tempo anziché diminuire tende a crescere. Ritengo che il primo problema da risolvere sia la carenza di un progetto culturale per la città. Chiedo troppo? Ben vengano le mostre previste nell’ambito del Festival della Filosofia, ma oltre a quello serve una programmazione di medio-lungo periodo, con degli obiettivi definiti e una visione prospettica. Altra questione fondamentale da risolvere riguarda la gestione del personale: credo sia molto importante trovare al più presto adeguate soluzioni per rimediare a questa situazione. Inoltre, l'assenza per lunghi periodi della direttrice, che ha scelto di vivere all'estero, determina una difficoltà di relazione tra lei ed i suoi collaboratori, mentre la presenza continuativa di chi ricopre quel ruolo è fondamentale. Concludo dicendo che da due mesi abbiamo concordato una audizione in commissione consiliare della direttrice Baldon, a cui sottoporremo, come consiglieri, tutte le domande utili per capire meglio la situazione e trovare una soluzione a queste criticità. Vorremmo inoltre separare, come in passato, cultura e istruzione in due assessorati che devono essere governati con maggior cura». —
STEFANO LUPPI
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