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la polemica 

Cispadana declassata «Concessione scaduta e mancano i soldi»

Stefano Luppi

I comitati scatenano una bufera politica anche sulla Bretella La Regione replica a M5S e Lega: «Posizione vergognosa»

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«La Cispadana nella Bassa e nell’Alto ferrarese e la bretella Campogalliano-Sassuolo, autostrade ormai inutili, non si farebbero senza lo zampino della società Autobrennero A22 la cui concessione è scaduta da quattro anni».

Sono durissimi Silvano Tagliavini, Eriuccio Nora e Mauro Sentimenti dei comitati “No bretella” e “No Cispadana autostrada” proprio nel giorno in cui si viene anche a sapere che il Comitato interministeriale per la programmazione economica del governo (Cipe) nel 2016 ha bocciato il progetto della Cispadana spiegando alla Regione che mancherebbero soldi per completarla e anche la trasparenza non sarebbe il massimo.

Intanto Lega e Movimento 5stelle attaccano la Regione. «La Cispadana è una trappola economico finanziaria - attacca Tagliavini - e ai tempi del ministro Del Rio il Cipe ha rimandato indietro il progetto che, sia chiaro, fatto diversamente serve. Ma non un’autostrada».

Nel giorno - ieri - in cui si commemoravano le 43 vittime del ponte Morandi di Genova nel corridoio dei passi perduti del Comune si discuteva di infrastrutture e A22. «Il vero problema - continuano i promotori - è anche un altro: i progetti relativi a Cispadana e Bretella sono a forte rischio di annullamento qualora la concessione dell’A22 venga messa a gara come prevede l’Europa. Di fatto sarebbe infatti Autobrennero a costruire queste autostrade che nascerebbero vecchie. Basti pensare che nel 2025 arriverà la galleria ferroviaria che collegherà Verona a Innsbruck e noi vorremmo ci fosse anche il collegamento con lo scalo merci di Cittanova. Inoltre dopo il crollo del ponte Morandi sono noti i contratti dei concessionari e non ha più senso gestire così le autostrade. Se invece si affidasse l’A22, controllata dalla lobby di Trento e Bolzano, a una gara europea calerebbero pedaggi e canoni oppure si potrebbe affidarla ad Anas che garantirebbe allo Stato la gestione degli utili. L’A22 nell’ultimo anno ha distribuito ai soci circa 35 milioni di euro di utile».

Lega e Movimento 5stelle, i due partiti al governo a Roma e opposizione in Regione a Bologna, attaccano sulla Cispadana il governatore Stefano Bonaccini e l’assessore Raffaele Donini. «La competenza per la Cispadana - dice Michele Dell’Orco (M5S), sottosegretario al ministero delle infrastrutture e trasporti - è della Regione Emilia Romagna. Il Ministero si può esprimere sul piano economico e finanziario prima dell’invio al Cipe: l’ultimo progetto arrivato ha diverse criticità con costi lievitati e un ammanco di 200-290 milioni di euro che causa incertezze e una scarsa trasparenza. La regione prenda esempio dal governo e usi meglio i soldi dei cittadini prevedendo una revisione generale dell’opera che contempli, come chiede il territorio, un declassamento a superstrada diminuendo i costi e l’impatto ambientale».

Duro anche il capogruppo della Lega in Regione Fabbri: «Il ministero certifica il fallimento di Bonaccini, Donini e del Pd regionale. Al territorio e alle aziende la Cispadana serve e la sinistra non è riuscita a realizzarla per incapacità. Il piano finanziario dell’opera è poco trasparente, pieno di lacune e mancano 200 milioni. La colpa dell’enorme ritardo è della Regione».

In serata anche la replica della Regione, affidata all’assessore Raffaele Donini: «Una vergogna che si parli di noi senza parlare con noi, boicottando la Regione che cresce di più nel Paese. Dell'Orco cominci a comportarsi da uomo di Stato. L'Autostrada Cispadana opera prioritaria per territori e parti sociali, noi lavoriamo per farla». —





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