Il Comune chiede il rinvio delle lezioni No dei genitori alla scuola pomeridiana
È rebus su dove mandare i ragazzi a lezione lunedì. Si attende l’esito del ricorso, poi tra dieci giorni incontro in Regione
SERRA
Chiede il rinvio di inizio anno scolastico il Comune di Serra a fronte dell’emergenza creatasi da martedì con il sequestro dei moduli che in largo Olimpico ospitavano le medie. La possibilità, per quanto estrema, è emersa giovedì sera nel corso dell’affollatissima riunione con i genitori, e il sindaco Claudio Bartolacelli vi sta dando seguito con atto di somma urgenza indirizzato al dirigente scolastico provinciale Silvia Menabue e al direttore dell’Ufficio regionale Stefano Versari. «Una richiesta motivata dall’eccezionalità della situazione che si è aperta con il sequestro – spiega – la tempistica del sequestro stesso, arrivato a cinque giorni dall’inizio delle lezioni. I genitori ci hanno chiesto di tentare anche questa strada, ed è giusto provarle tutte». Il tempo in più che viene chiesto è quello legato alla risposta attesa per l’istanza di dissequestro formulata dall’avvocato Giulio Garuti. Ma ora come ora l’avvio resta confermato per lunedì con turnazione nei moduli delle elementari (e nelle tre aule dell’ala nuova dell’asilo) e quindi lezioni al pomeriggio.
Una prospettiva che è stata accolta dai 300 in maniera estremamente critica: «Noi lavoriamo: come facciamo a lasciare a casa da soli i nostri figli? Diventa abbandono di minore»; «gli orari delle corriere non combaciano: arriveranno in ritardo e dovranno partire in anticipo»; «come possono fare lezione di matematica alle 17?»; «i ragazzi hanno una vita sportiva al pomeriggio, che si può distruggere con tre mesi di blocco». E così via. Ma anche il corpo docente si è mostrato estremamente preoccupato, concedendo al massimo un mese. Bartolacelli ha preso l’impegno «alla peggiore» a garantire una sistemazione alternativa entro le vacanze di Natale.
Le ipotesi sono diverse, anche clamorose: si è parlato infatti anche della possibilità di utilizzo allo scopo dell’Hotel Hermitage, antica gloria del turismo serramazzonese, chiuso da molti anni: «Il proprietario Alfonso Lugli, vista la situazione, mi ha contattato dicendo: “Se può servire a qualcosa, sappi che hai a disposizione la mia struttura. Io non voglio niente, venite a vedere se è idonea”. È un’offerta generosa, ma gli spazi sono quelli di un albergo, non c’è destinazione d’uso scolastico – ha ricordato il sindaco – per cui bisogna che qualcuno ci autorizzi, perché di denunce non ne vogliamo». Altra location potrebbe essere dalle suore nell’Oasi Francescana (se n’era parlato anche l’anno scorso), ma c’è bisogno dell’utilizzo in deroga. Altrimenti la strada resta quella di creare una nuova installazione di moduli nel campo sportivo della Bastiglia, ma anche qui servirebbe una corsia privilegiata per accelerare, e di parecchio, il cronoprogramma di realizzazione che ad oggi necessita di circa un anno. Ulteriore ipotesi potrebbe essere quella di una messa in disponibilità da parte della Protezione civile regionale di moduli già pronti ma sulla carta utilizzabili solo per calamità naturale. «La nostra speranza – ha ribadito anche ieri Bartolacelli – è che qualcuno degli enti superiori, Ufficio scolastico, Tribunale, Regione, ci venga incontro in qualche modo di fronte a una situazione che, anche se non calamitosa, è comunque emergenziale». Molta speranza è riposta anche nell’incontro fissato in Regione per il 26 settembre con l’assessore alla Scuola, i consiglieri e il responsabile di Protezione civile. Ma ci sono dieci giorni davanti, tutti in salita. —
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