Il prof. Michele De Luca: «Consiglio ai politici di iniziare ad usare il metodo scientifico»
Dalla post-verità ai rischi connessi ai social network, dalla contestazione del metodo scientifico al caso-vaccini. Questioni molto attuali, accomunate da un elemento: una scienza che si trova sempre più in difficoltà, anche se il messaggio positivo non manca: «Comunque vada, noi stiamo facendo enormi passi avanti». E’ stato Michele De Luca, direttore del Centro di medicina rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena ad affrontare i problemi della ricerca scientifica nella prima sera del Festival Filosofia, in piazza XX Settembre. «I Vaccini? Storia stupida, non parliamone»
Dalla post-verità ai rischi connessi ai social network, dalla contestazione del metodo scientifico al caso-vaccini. Questioni molto attuali, accomunate da un elemento: una scienza che si trova sempre più in difficoltà, anche se il messaggio positivo non manca: «Comunque vada, noi stiamo facendo enormi passi avanti». E’ stato Michele De Luca, direttore del Centro di medicina rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena ad affrontare i problemi della ricerca scientifica nella prima sera del Festival Filosofia, in piazza XX Settembre. Un incontro molto seguito - i posti sotto il tendone erano esauriti - con tanti giovani studenti arrivati a Modena per ascoltare un professore considerato punto di riferimento internazionale per la terapia cellulare. «Oggi non parleremo di scienze in termini tecnici - ha esordito - ma del difficile rapporto tra ricerca scientifica e società. Oggi, la post-verità è alla base del sentimento di anti-scienza molto diffuso. Si parla tanto di analfabetismo funzionale - ha aggiunto il professore - ovvero dell’incapacità di utilizzare i fatti concreti per prendere decisioni: di fatto oggi stiamo umiliando il metodo scientifico, quello che ci consente di prendere decisioni sulla base di prove».
Un problema anche per la politica, «perché se i politici usassero il metodo scientifico per fare le leggi - ha detto De Luca tra gli applausi - avremmo una democrazia migliore. Tanto per fare un esempio, Barack Obama aveva 300 scienziati delle diverse discipline nel suo entourage. Oggi, invece, la post-verità contesta il metodo scientifico come fonte autorevole, e da questo punto di vista i social network sono pericolosissimi: se su Facebook inizia a circolare in maniera virale la notizia che la terra è piatta, sarà molto difficile confutare questa tesi». Un breve passaggio anche sulla questione vaccini, «una storia di una tale stupidità che non merita nemmeno di essere toccata: quella dei vaccini - ha ribadito De Luca - è una tale bufala che non vale nemmeno la pena di nominarla».
E ha poi ha citato il caso Stamina, «esempio di come una superstizione non fondata sulla scienza possa fare tantissimi danni. Di fatto, il metodo Stamina è un trattamento, assolutamente privo di prove scientifiche, promosso da Davide Vannoni, una persona laureata in Lettere, che si basa sull’infusione di cellule staminali per trattare una serie di patologie diverse».
Ripercorrendo l’evoluzione del caso, il professore ha ricordato che «dei giudici del lavoro hanno addirittura imposto una serie di trattamenti basati su questo metodo. A quel punto, il mondo scientifico è finalmente insorto - ha spiegato ancora De Luca - mentre il ministro che è arrivato dopo Balduzzi, Beatrice Lorenzin, ha ribaltato la situazione, tanto che la legge non è passata in Parlamento. Infine, la Procura di Torino ha contestato diversi reati ai promotori, anche se poi tutti se la sono cavata con pene da poco». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

