Gazzetta di Modena

Modena

Da tre anni è in carrozzina dopo un incidente in moto. Ora fa sport grazie al progetto di Pentathlon, Cip e Inail 

La storia di Davide, dal dolore al sorriso Con la scherma torna a sfidare la vita

Paola Ducci

IL RACCONTONel cortile della Polisportiva San Faustino dove ha sede l’associazione sportiva Pentathlon Modena sta per iniziare i suoi consueti allenamenti di scherma Davide Costi, un ingegnere di 41...

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IL RACCONTO



Nel cortile della Polisportiva San Faustino dove ha sede l’associazione sportiva Pentathlon Modena sta per iniziare i suoi consueti allenamenti di scherma Davide Costi, un ingegnere di 41 anni che vive a Maranello con la moglie e due bimbe di 7 e 9 anni.

Davide lavora in un’azienda di Fiorano Modenese ed è in carrozzina dall’estate del 2015. Non potrà mai dimenticare quella mattina del 30 giugno quando si ritrova sbalzato dalla sua motocicletta proprio sulla strada che faceva tutti i giorni per raggiungere il luogo lavoro.

«Ricordo quei giorni bui, in ospedale, in cui mi resi conto che la mia vita stava subendo un cambiamento pazzesco, radicale, totalmente imprevedibile”, racconta Davide con un sorriso meraviglioso e contagioso che stride (ma solo in apparenza) con quel racconto tragico dell’incidente stradale che lo avrebbe reso per sempre infermo nella parte inferiore del suo corpo a causa di una lesione vertebrale. Davide però non si scoraggia. Certamente l’asticella delle difficoltà di fare ogni cosa si era alzata ma capisce che la vita gli stava offrendo una nuova sfida che lui, senza perdere tempo, decide di accettare alla grande trasformandola in opportunità.

Di sfide Davide ne sapeva qualcosa, da sempre aveva fatto sport, aveva giocato a pallacanestro, a calcio e si era dilettato nella corsa ma ora, come poter continuare a praticare sport nelle nuove condizioni in cui si trovava?

«Cominciai così per caso ad interessarmi alla scherma mosso dal fatto che non erano necessari gli arti inferiori ed era perfettamente praticabile anche seduto su una carrozzina», dice Davide, «ma le società che offrivano l’opportunità per questo sport erano a Bologna o a Reggio Emilia: troppo lontane e scomode per me che abitavo a Maranello e avevo lavoro e famiglia».

Gli occhi di Davide brillano quando ricorda quel giorno in cui apprese che a seguito di un progetto di collaborazione che si stava sviluppando tra l’Inail, il Cip (Comitato Italiano Paralimpico) e l’associazione sportiva Pentathlon Modena, ci sarebbe stata l’opportunità di praticare sport proprio a due passi da casa.

Giovanni Giusti, istruttore di scherma e allenatore di Davide racconta che due anni fa l’Inail fornì la pedana e le carrozzine e il Pentathlon si rese partner di questo bel progetto di inclusione sociale mettendo a disposizione la struttura e gli istruttori qualificati. «Il nostro modo di concepire gli allenamenti ha assunto fin da subito un carattere inclusivo”, spiega Giovanni, “infatti qui gli atleti paralimpici si allenano con i normo dotati che a loro volta si siedono in carrozzina per combattere (come si suol dire) ad armi pari».

Dopo un anno di allenamenti intensi Davide inizia a dimostrare il suo talento naturale e la sua tenacia. Lo conferma anche Pierfrancesco Viola, un altro atleta in carrozzina che si allena abitualmente con lui.

Davide guadagna quest’anno un secondo posto ai campionati Italiani e dal 19 settembre sarà a Pesaro per rappresentare l’Italia insieme ad altri atleti ai campionati europei. Per il futuro i progetti sono ambiziosi: qualche gara all’estero ma soprattutto un duro lavoro in preparazione dei giochi paralimpici di Tokio 2020. In bocca al lupo Davide, faremo tutti il tifo per te! Grazie del tuo sorriso e della tua voglia contagiosa di vivere, per questo sei già un grande campione. —



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