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Modena. Bodei: «L’opinione pubblica oggi è come il meteo cambia di continuo»

Laura Solieri
Modena. Bodei: «L’opinione pubblica oggi è come il meteo cambia di continuo»

Bodei: « La democrazia sta cambiando e a governarla sono i Big data»«Nella nostra cultura, dall’età del Cristianesimo fino al Rinascimento, sono tre i misteri fondamentali – ha esordito il professor Remo Bodei nella sua lezione magistrale di ieri pomeriggio in Piazza Grande a Modena “Arcana imperii, i misteri del potere” preceduta dai saluti del sindaco Gian Carlo Muzzarelli – I misteri di Dio, i misteri della natura e quelli del potere».

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«Nella nostra cultura, dall’età del Cristianesimo fino al Rinascimento, sono tre i misteri fondamentali – ha esordito il professor Remo Bodei nella sua lezione magistrale di ieri pomeriggio in Piazza Grande a Modena “Arcana imperii, i misteri del potere” preceduta dai saluti del sindaco Gian Carlo Muzzarelli – I misteri di Dio, i misteri della natura e quelli del potere».

I primi due erano sotto lo stretto controllo della teologia; per quanto riguarda il mistero del potere, invece, si seguiva da un lato la tradizione classica secondo cui la politica è l’arte di governare gli stati secondo ragione e giustizia, dall’altro lato si assiste a una variazione per cui il mondo è diventato così complicato che le vecchie forme di garanzia della stabilità politica sono scosse e ricade sui singoli il compito di trovare delle risposte. «Con Machiavelli e Guicciardini si afferma la cosiddetta teoria della “ragion di stato” – prosegue Bodei – Per cui si governa basandosi sull’idea che è lecito conquistare, mantenere ed espandere il potere con qualsiasi mezzo. Da qui, l’implicito divorzio tra la politica e il cristianesimo».

La simulazione e la dissimulazione sono diventate un’arte, la politica è diventata un’arte segreta perché era pericoloso dire la verità, opporsi al potere. Questa idea di politica fatta di inganni era molto diffusa. «La politica – prosegue Bodei - comincia ad assumere quei caratteri che attribuiamo alla democrazia quando intorno al 1710-20 si aprono i parlamenti, luoghi in cui apertamente si discute degli affari dello Stato».

E via via fino alla democrazia dei giorni nostri, che ha connotati e canali di espressione complessi e in costante evoluzione, basti pensare alla rete e alle modalità di interazione che internet ha portato con sé. «Quando sentiamo parlare di algoritmi e di Big Data ci spaventiamo – ha commentato il professor Bodei – I primi sono una serie di comandi di tipo logico che trasportano nella macchina l’intelligenza e la volontà umana. I secondi sono banche dati che organizzano miliardi di informazioni che si servono di algoritmi induttivi con l’effetto che le aspettative latenti della gente ritornano come un eco e vengono rielaborate facendo sì che ci ritroviamo controllati attraverso sistemi ritagliati apposta per ottenere determinati risultati».

In una democrazia come la nostra, in cui attraverso questo sistema riflesso veniamo confermati nelle nostre opinioni, in questo sistema il ragionamento razionale fa fatica ad affermarsi, c’è un’ignoranza aggressiva, un rifiuto della competenza. «Questi Big Data stanno cambiando la nostra democrazia – conclude il professore – L’opinione pubblica è diventata qualcosa di meteorologico, che cambia continuamente. Siamo liberi di scegliere eppure non lo siamo in questo sistema e dobbiamo ricorrere alle armi di difesa come lo spirito critico, la capacità di giudizio, di controllo empirico, perché abbiamo un’istruzione e la capacità di reagire per autoimmunizzarci contro le cose». —


 

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