Gazzetta di Modena

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Festival Filosofia 2018

Sassuolo. I personaggi modenesi nei ritratti caricaturali firmati Wainer Vaccari

Michele Fuoco
Sassuolo. I personaggi modenesi nei ritratti caricaturali firmati Wainer Vaccari

Una mostra che è anche   omaggio ad Antonio Ramenghi il direttore della Gazzetta che pubblicò queste immagini sulla pagine del nostro giornale

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Si compone di 28 ritratti la mostra di Wainer Vaccari alla Paggeriarte di Sassuolo. Sono volti di intellettuali, giornalisti, artisti musicisti, di figure straordinarie della città, di politici che l’artista ha realizzato, nel 2011, per la Gazzetta di Modena, su sollecitazioni dell’allora direttore Antonio Ramenghi (puntò sull’edizione digitale del giornale) al quale è dedicata la mostra “I segni dentro. Ritratti”. Le immagini a china portano subito all’identificazione dei vari personaggi. Ma la verosomiglianza non si risolve in una schematica rappresentazione, ma passa attraverso un’articolazione di segni, ad intrecci e trame, che sembrano scavare nelle figure per una maggiore conoscenza della loro interiorità.

Ogni particolare, di vivace ingegnosità, diventa segno decisivo di distinzione che scandisce l’approdo ad un ritratto personale, elevato ad espressione di pensieri, sentimenti, riflessioni. La carrellata di personaggi noti, a corredo di articoli e rubriche sulla Gazzetta di Modena, è ampiamente diversificata: si va da Enzo Ferrari al figlio Piero e a Scaglietti, da Bottura ai poeti, scrittori, critici e creativi Manfredi, Cornia, Rentocchini, Alperoli, Bertoni, Morsiani, De Maria, Gavioli, Picca, Beppe Cottafavi (in un testo ricorda Ramenghi); dal gallerista Mazzoli all’ex direttrice del festival di filosofia Borsari, da Guccini e Vasco Rossi; dal sindaco Pighi all’assessore Sitta; da Ramenghi a Edmondo Berselli e a tanti altri protagonisti modenesi. Ci sono pure Battiato e Paolo Conte… L’impianto segnico configura una ludica e sorvegliata costruzione per ritratti, intessuti di cordialità e di arguzia. La caricatura si afferma come rivelazione di personaggi nella loro calda umanità.

Sulle pareti una videoproiezione di ritratti pittorici (anche nudi femminili), realizzati dall’artista nei primi anni Duemila, che sembrano verificare le differenti tecniche che sostengono il segno e il colore per garantire l’elevatezza dell’immagine. E’ bene evidenziare come Vaccari mantenga alta la tradizione modenese, e non solo, del ritratto caricaturale, tanto che il curatore Stefano Bulgarelli richiama i grandi del “segno”, come Umberto Tirelli, Mario Vellani Marchi, Casimiro Jodi, Mario Molinari, Montagnani e Alvarez. Autori locali ma anche Daumier, Hogart e la stampa inglese de 700. —



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