Allarme West Nile: donna di Camposanto è stata ricoverata
Dopo il 50enne di Cavezzo finito in coma per alcuni giorni si è ammalata un’altra pensionata che ora sta meglio
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CAMPOSANTO. Inizialmente solo voci di paese. Probabilmente dettate dalla crescente preoccupazione in merito ai primi casi di West Nile nella Bassa: una 30enne di Cavezzo e un 70enne di Mirandola che avevano contratto il virus ed erano stati ricoverati in ospedale. Poi il quadro clinico più serio: l’operaio cavezzese di 50 anni in gravi condizioni a Carpi.
Ma con il passare dei giorni, quelle voci, si sono fatte certezza: anche a Camposanto si è registrato un caso di febbre del Nilo. A contrarla una pensionata residente in paese. A darne conferma chi la conosce bene e da diverse settimane non la vedeva più in giro: «Abbiamo saputo che purtroppo è stata ricoverata in ospedale proprio per il virus che ha contratto dalla puntura di una zanzara».
Il calvario della donna è iniziato più di un mese fa. Tra fine luglio ed i primi di agosto, infatti, la pensionata ha iniziato ad accusare dei problemi di salute e i famigliari l’hanno accompagnata all’ospedale di Mirandola. Dove l’hanno visitata e mandata a casa in quanto per il personale sanitario non era nulla di preoccupante. La donna, però, continuava a non sentirsi bene e ha deciso di tornare al Santa Maria Bianca: stavolta qualche sospetto è venuto ed è stata mandata al Policlinico per fare delle analisi più accurate.
Accertamenti medici che hanno dato un unico responso: West Nile. «Ci siamo spaventati: a Modena ci hanno detto che era molto grave e non ci avevano dato alcuna speranza che potesse farcela. Poi, fortunatamente, le sue condizioni sono migliorate: è stata ricoverata di nuovo a Mirandola da dove è stata dimessa qualche giorno fa», ha detto chi è vicino alla donna.
Un’ emergenza la West Nile che ha fatto registrare nella nostra provincia, da giugno ad oggi, più di 32 casi e tre morti, tutti modenesi: un 82enne, un 70enne ed un 62enne, deceduto giovedì.
Morti che Ausl e Policlinico avevano tacitato almeno finchè la famiglia dell’82enne mancato il 20 agosto non ha deciso di svuotare il sacco: «Non vogliamo fare allarmismo, ma solo informare: la gente deve sapere che si può morire anche per una zanzara». —
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