Gazzetta di Modena

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Festival Filosofia 2018

Augé a Carpi : «La verità va cercata in tutte le direzioni ditelo ai bambini»

FRANCESCA TESTI

Hanno atteso in centinaia sotto la tenda e ai lati di Piazzale Re Astolfo a Carpi nel torrido pomeriggio di ieri pur di ascoltare le parole di una delle voci più autorevoli dell’antropologia...

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Hanno atteso in centinaia sotto la tenda e ai lati di Piazzale Re Astolfo a Carpi nel torrido pomeriggio di ieri pur di ascoltare le parole di una delle voci più autorevoli dell’antropologia contemporanea: Marc Augé. A lui si devono contributi importanti nelle ricerche in Africa Occidentale, non di meno allo studio dei rituali quotidiani contemporanei , ed è sempre a lui che si deve il concetto di “non-luogo” teso a indicare il cambiamento della percezione spaziale della nostra epoca. Ha partecipato a tutte le edizioni di Festival Filosofia come relatore ma anche come membro del comitato scientifico. Marc Augé è uno dei pensatori più acuti del nostro tempo a cui ha saputo attribuire significati nuovi.

Dopo aver firmato autografi ai giovani che lo hanno atteso per la sua lezione dal titolo “Menzogna, Verità, Finzione”, Augé ha spiegato «L’intera impresa antropologica mira da una parte a ricostruire delle visioni culturali come se fossero vere, dall’altra a ricondurle a una visione più globale. Le interpretazioni culturali sono le interpretazioni di una o più verità, anche il modo di concepire una menzogna appartiene a una visione culturale». Per questo il ruolo dell’antropologo si fa determinante nella definizione della verità «Gli studi etnologici mettono in evidenza la discrepanza tra l’interpretazione del ricercatore e come gli osservati rappresentano la loro verità- ha spiegato Augé- la cultura è tanto più lontana dalla verità quanto più si allontana da fatti osservabili». Infatti quando una cultura contiene molte rappresentazioni contradditorie e incoerenti la scoperta della verità si fa più difficile. Per contenere questo rischio è necessario «Credere nell’unità del sapere come consapevolezza che la verità possa assumere forme diverse ma che possa sempre essere trovata. - evidenzia Augé- Questo implica credere nel movimento che porta all’unità dell’umanità e presuppone che a tutti i bambini sia insegnato la ricerca della verità ovunque, nella prospettiva di una visione transazionale». —

FRANCESCA TESTI

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