Finale Emilia. Apre la scuola Frassoni, più applausi e meno polemiche
Una lieve scossa e la pioggia “salutano” l’inaugurazione delle Frassoni, dopo lo scandalo del cemento depotenziato. Parole concilianti del sindaco e ovazione per Ferioli
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FINALE Una leggera scossa di terremoto e poi la pioggia hanno tenuto “a battesimo” la scuola media “Frassoni” nel giorno della sua riapertura ufficiale, costringendo l’assessore Fernanda Paganelli, cerimoniere dell’evento, a modificare i piani con i discorsi istituzionali nell’aula magna invece che nella piazzetta d’ingresso.
Poco male, per un appuntamento che Finale attendeva da due anni, da quando l’inchiesta della Procura di Modena (il procuratore capo Lucia Musti ha inviato una lettera per scusarsi dell’assenza ma salutando e dicendo «sarà vicina con il cuore») sul calcestruzzo depotenziato aveva obbligato studenti e docenti a rinviare il trasloco. Sguardi distesi, anche orgogliosi per un traguardo collettivo che offre alla comunità scolastica un edificio innovativo, accogliente, perfetto per fare cultura. Quella cultura a cui ha fatto riferimento il sottosogretario alla Giustizia, il finalese Vittorio Ferraresi quando ha parlato di «strumento contro corruzione, violenza e inciviltà» auspicando che la magistratura faccia il proprio corso nell’inchiesta penale sull’utilizzo di calcestruzzo sotto la soglia del capitolato, ma anche un «risarcimento per la collettività, costretta per anni a convivere con disagi evidenti».
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Entusiasti anche gli interventi dell’assessore regionale all’Istruzione, Patrizio Bianchi, e dei donatori Arno Kompatscher (Provincia di Bolzano) e Gabriele Sabatosanti (past direttore internazionale Lions Club) – tra il pubblico anche Sandro Mandini dell’Italia dei Valori, che ha donato 1,7 milioni per il nuovo edificio - mentre la dirigente scolastica Annalisa Maini ha tenuto ad evidenziare le nuove dotazioni didattiche e l’imponente lavoro svolto per garantire da subito un importante livello di qualità. Perché di lavoro ne è stato fatto parecchio, con continue riunioni, confronti, corse contro il tempo, ostacoli tecnici e burocratici impegnativi e successivi al responso del tribunale che ha sancito come le “Frassoni” siano comunque sicure e utilizzabili. Un gioco di squadra più volte richiamato dal sindaco Sandro Palazzi, che ha anche ripercorso due tribolati anni: «Bisogna ringraziare tanta gente per quello che oggi diventa un gioiello della comunità. Di lavoro ne è stato compiuto parecchio, abbiamo avuto momenti di tensione, e anche paura di dover abbattere la scuola, ma poi il dialogo e l’impegno per i nostri ragazzi ha prevalso. Dobbiamo essere contenti e orgogliosi. Un sindaco rappresenta la collettività e deve agire nell’interesse generale, non ho alcun dubbio sul fatto che la precedente amministrazione lo abbia fatto – ha aggiunto rievocando recenti polemiche – alla pari della mia».
Un discorso distensivo, apprezzato e applaudito alla pari del lungo applauso riservato a Fernando Ferioli, arrivato durante l’intervento del capo dell’Agenzia per la Ricostruzione, Enrico Cocchi, costretto ad interrompersi per l’inattesa manifestazione d'affetto verso l’ex sindaco: «Mi sono tolto alcuni macigni di dosso – ha poi detto Ferioli a margine – ma questo deve essere un momento di gioia per tutti e spero con tutto il cuore che sia la prima di una lunga serie di inaugurazioni. Non interessa il colore politico, è più importante il bene di Finale e dei finalesi». —
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