Insegnanti e genitori tra lacrime e incredulità
SERRAMAZZONIPrima il passaparola ufficioso, nei gruppi social, poi la conferma ufficiale. Il cartello che dichiara anche la scuola materna di Serramazzoni “sotto sequestro” sembra un buco nero che...
SERRAMAZZONI
Prima il passaparola ufficioso, nei gruppi social, poi la conferma ufficiale. Il cartello che dichiara anche la scuola materna di Serramazzoni “sotto sequestro” sembra un buco nero che inghiotte tutto: i genitori arrivano, lo guardano e la sorpresa e lo sfinimento si portano via le parole.
Si gira l’angolo, si arriva nel piazzale con i giochi e per i più piccoli, in una terrazza naturale che guarda alla pianura, e aumenta la rabbia. Banchi, seggioline e armadi sono ammucchiati fuori. Verranno coperti, rassicura un papà. I carabinieri delimitano le aree. Il sindaco e i consiglieri si confrontano tra loro mentre i genitori, per quel che possono, danno una mano alle insegnanti e al personale Ata ed entrano ed escono dalle aule. La situazione è surreale. Sembra un post terremoto, anche se al posto dei mucchi di calcinacci si ammucchiano istanze di “sequestro preventivo”.
«Sono qui da vent’anni e questa scuola è “casa mia», - dice un papà mentre porta fuori banchi colorati.
«Però guardiamoci, quanti siamo qui? Serra è un paese diviso, che vive di ripicche e dispetti, e chi ci rimette sono i bambini», aggiunge un altro. «Invece un paese unito fa paura», sottolinea un terzo. Qualcuno alza i toni e viene allontanato. Sono pochi, in effetti i genitori. Facendo due conti per 150 bambini (tanti sono, uno più uno meno, gli iscritti) ci sono almeno settanta, ottanta famiglie coinvolte. Quelle che in questi giorni non hanno chiesto di poterli spostare, i loro figli. «Si sa c’è sempre qualcuno che sorride, quando il bene comune si perde in rivoli di interessi personali», borbottano. Intanto continua anche il via vai delle insegnanti, proprio in lacrime o con gli occhi lucidi, in silenzio. Portano fuori cassette di mele e cibo già stivato e pronto per lunedì, ma anche cartelloni, materiali, giochi. Caricano nelle auto borsoni strapieni.
«Era tutto pronto, avevamo anche preparato un benvenuto speciale», ripete sconsolata una delle insegnanti.
M.T.
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