La ricetta. Ecco la Ciambotta a base di verdure Un piatto “povero” dal sapore ricco
La ricetta di Genny Savino. Si tratta di uno stufato a base di verdure, che va bene sia come primo piatto che come contorno, tipico del Meridione. È un piatto “povero”, legato alla cultura contadina e che io ho imparato a fare in famiglia, grazie a mia nonna paterna. Lei, infatti, coltivava la terra e lo preparava sempre come pranzo da mangiarsi direttamente nei campi”.
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Capelli biondi tagliati corti e sbarazzini, due occhi verdi da fare invidia ed un sorriso che esplode in una risata gioviale, genuina, simpatica. Come la sua cadenza, che tradisce le sue origini del Sud, anche se in uno strano gemellaggio linguistico con il dialetto nostrano crea qualche fraintendimento di… provenienza. “Dal mio accento qualcuno pensa che sia romana: si vede che l’incrocio tra avellinese e modenese ricorda Roma…”, scherza la nostra cuoca d’eccezione.
Lei è Genny Savino, 43 anni portati benissimo, originaria di Avellino, ma residente a Bastiglia dal 2002 insieme al marito Antonio e ai loro due figli, Alessandro e Giulia. Se nella vita fa l’impiegata, il legame con le radici e la sua terra d’origine sono ben saldi tra i fornelli. “Oggi preparerò per voi una Ciambotta. Si tratta di uno stufato a base di verdure, che va bene sia come primo piatto che come contorno, tipico del Meridione. È un piatto “povero”, legato alla cultura contadina e che io ho imparato a fare in famiglia, grazie a mia nonna paterna. Lei, infatti, coltivava la terra e lo preparava sempre come pranzo da mangiarsi direttamente nei campi”.
Il tempo di indossare un grazioso grembiule a tema floreale e la nostra Genny è pronta per mostrarci come dar vita a questa pietanza dalla lunga tradizione familiare. “Per prima cosa bisogna preparare cinque piccole terrine in cui mettere, già tagliate, la cipolla, quattro friggitelli, le due zucchine, una melanzana e le patate, che devono essere crude - spiega - Poi si versa un po’ di olio in una pentola e si accende il fuoco. Dopo poco si aggiungono la cipolla e i friggitelli e si fa soffriggere il tutto”.
Mentre in cucina inizia ad espandersi un delizioso odorino, approvato anche dalla cagnolina Maffi che abbaiando contenta ha dato il suo assenso alla preparazione, è già ora di passare ai restanti ingredienti.
“Quando il soffritto “frigge” butto in pentola le patate, le zucchine e in seguito la melanzana e, mescolando, lascio mantecare tutte le verdure tra loro. Poi aggiungo due manciate di sale e una spruzzata di peperoncino, prima di versare in pentola, direttamente dal barattolo, la passata di pomodoro e anche un bicchiere d’acqua. Infine, stando attenta che il sugo non si asciughi troppo, faccio cuocere il tutto all’incirca per un’ora”. Sessanta minuti in cui l’ospitalità - sacra - tipica del Sud diventa sedersi ad un tavolo a chiacchierare davanti all’immancabile tazza di caffè.
“Io e mio marito, dopo cinque anni di fidanzamento, siamo arrivati ai 20 di matrimonio. A Modena siamo sbarcati nel gennaio del ’97 e poi ci siamo trasferiti a Bastiglia nel 2002. Ma almeno cinque o sei volte l’anno torniamo ad Avellino - racconta Genny - da lì, in mezz’ora di macchina, si arriva a Salerno, in Costiera Amalfitana o sulla costa Cilentina. Anche se quest’anno abbiamo “tradito” il mare campano per quello della Calabria”. Un viaggio a parole bellissimo, in due tra le più belle regioni del Sud Italia, che dobbiamo interrompere perché la cucina ci richiama all’ordine.
“È giunto il momento di impiattare. Come aggiunta finale un ciuffo di basilico fresco e quattro fette di pane a fare da contorno. E se volete restare a pranzo, ve lo assicuro, la Ciambotta potrebbe diventare la vostra ossessione” dice Genny sorridendo, invitandoci all’assaggio.
INGREDIENTI E PROCEDURA
IL TOCCO
VALENTINA CORSINI
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