Modena, ladri come un uragano in una villetta di Cognento: «È la terza volta, servono più controlli»
Abitazione a soqquadro mentre la famiglia è fuori. Rubata un’auto, due bici e i gioielli delle figlie. Nella frazione altri casi
MODENA. Come un uragano. Non esistono altri paragoni che possano rendere l’idea di come l’abitazione della famiglia Marchetti sia stata ridotta dai ladri. Nella campagna tra Cognento e Cittanova, dove si vive immersi nel verde e a due passi dalla città, alle scorribande di malviventi più o meno abili sono ormai abituati.
Eppure questa volta il senso di impotenza e di rabbia è, se possibile, ancora maggiore. Non c’è un cassetto o un mobile della villetta a due piani che non sia stato rovesciato con irrispettosa violenza. Non c’è una stanza, nemmeno la cucina, che non sia stata setacciata a fondo dai ladri, che dietro di loro hanno lasciato danni per migliaia di euro.
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Osservata forse da giorni, la famiglia Marchetti venerdì è uscita per godersi una serata fuori. «Io sono stato l’ultimo ad andarmene - dice Carlo, il padre - Erano circa le 20,30». Uscendo Carlo, fratello della nota stilista Anna, si ritrova su via Corletto Sud, una strada stretta che collega Cognento a Cittanova. Nota un’auto parcheggiata a pochi metri di distanza dal suo cancello. Non dà importanza al fatto: «Ero di fretta, poi sul momento non ho dato peso alla cosa. Ma ora sono certo che loro fossero lì, ad attendere che tutti uscissimo».
Claudia, la moglie, era già fuori, così come la figlia adolescente. La casa è vuota e la banda entra in azione. Varcano la recinzione, si addentrano nella proprietà percorrendo il vialetto e dopo una trentina di metri arrivano all’abitazione, che dalla strada non è ben visibile. Forzano l’ingresso principale sul retro, facendosi beffe della porta blindata. Non ci sono allarmi. A quel punto mettono a soqquadro la casa furiosamente, a caccia di valori. Non troveranno gioielli, a parte quelli delle figlie (regali di cresime e comunioni che hanno più valore affettivo che altro), ma si rifaranno con le due biciclette di Carlo: «Una mountain bike da 2mila euro e una da corsa in carbonio da 6mila»
. E soprattutto con l’Audi A3 bianca della moglie, con cui scappano, rompendo i pistoni del cancello automatico d’ingresso. Un altro danno per le vittime. Non hanno impiegato più di un’ora, forse un’ora e trenta. Verso l’1 Claudia fa ritorno a casa, vede le luci accese e non si azzarda ad entrare, ma chiama i carabinieri che nel giro di 10 minuti sono lì. Ma ormai non c’è niente da fare.
«Guardate come mi hanno ridotto casa - dice Carlo sconfortato - Nemmeno le stanze delle mie figlie hanno risparmiato. Una delle due aveva poche centinaia di euro, i suoi risparmi: li hanno presi. Per il resto non c’erano valori. Dal 2002 è la terza volta che ci fanno “visita”. Ho disinstallato l’allarme, perché l’ultima volta avevano tagliato i fili in tutto il giardino. Però non è possibile andare avanti così. C’è bisogno di più sicurezza, di più uomini sul territorio. I carabinieri venerdì sono stati bravissimi, sono arrivati alla velocità della luce. Ma cosa possono fare?». Poi rientra. C’è una casa intera da sistemare. —
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