Lorusso a Sassuolo: "Uscire dal binomio vero - falso per capire la realtà"
Non si deve avere un’opinione su tutto a volte è necessario rispettare la gerarchizzazione delle opinioni e delle fonti E il silenzio è un’opzione
Molto seguita, sotto al tendone in piazzale Avanzini, la lezione della professoressa di semiotica Anna Maria Lorusso, che ha parlato di “Accuratezza – L’illusione del fact checking”. Davanti a una platea gremita la relatrice ha tenuto la propria personalissima lezione, introdotta dall’assessore Pigoni e dal direttore del festival Francesconi. Lo Russo ha affrontato il tema della verità legato al mondo della comunicazione e media, analizzando di conseguenza anche l’altra faccia oscura della medaglia, ovvero l’ormai diffuso fenomeno di fake news, offrendo degli strumenti utili per riconoscerle, come per esempio affidandosi alla scala di diversi gradi di accuratezza.
«Noi non accediamo – ha dichiarato esponendo la propria tesi la Lorusso - quasi mai ai dati, la nostra visione della realtà è quasi sempre mediata. Il “fact checking” non è altro che la verifica dei fatti che ripristinando i dati reali cerca di offrirci una visione più che vero simile della realtà. Troppo spesso, sbagliando, tendiamo ad etichettare le cose come vere o false, ma bisognerebbe uscire da questo binomio, scomponendole e analizzandole. Ognuno di noi deve imparare a dare il giusto peso alle cose che legge per riuscire a distinguere una notizia reale da una bufala che ci trae in inganno perché anche se ci offre dati sbagliati poggia su narrazioni consolidate. In fondo il silenzio può essere una buona scelta, non c’è bisogno di avere un opinione su tutto o di partecipare a qualsiasi dibattito, a volte è necessario rispettare la gerarchizzazione delle opinioni e delle fonti». —
ELENA CUOGHI
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