Maurizio Ferraris: «Rabbia e frustrazioni un terreno fertile per le post verità»
«Poche le armi per riuscire a combatterle Il reddito da mobilitazione potrebbe essere una soluzione»
Alla fine, per tutto il nostro lavoro quotidiano che produce contenuti e dati di preziosissimo valore, un reddito, non di cittadinanza, ma una sorta di “salario di mobilitazione” dovrebbe esserci riconosciuto.
È il ragionamento finale della relazione di Maurizio Ferraris, dedicata alla “post-verità”. «La differenza con una falsità è che chi dice una post verità crede sinceramente che sia vera, che sia la terra piatta o la nocività dei vaccini». Le armi per combattere questo tipo di informazione sono poche e inefficaci. L'approccio con cui Ferraris cerca un rimedio è invece quello strutturale: «La post verità è solo la punta dell'iceberg di quella che definisco la documedialità, un'abbondanza di messaggi producibili da chiunque e che possono essere fabbricati scientemente o erroneamente come falsità. Da cosa si originano? Da un mutato e capovolto rapporto fra le forze che determinano un'economia: siamo passati da un ciclo merci-commercio-finanza, con l'elemento finanziario alla fine, a un sistema a registrazione e visibilità dell'informazione, finanza e solo alla fine commercio e merci materiali. Oggi la differenza e la vera ricchezza la fanno i big data, informazioni che sono un plusvalore che vale miliardi». Chi produce tutta questa mole di dati di immenso valore? «Noi – spiega Ferraris – lavorando sempre, in ogni momento della nostra giornata, collegati o con le nostre scelte. La parola chiave è cambiata: dal lavoro alla mobilitazione. Siamo sempre mobilitati nella produzione di una gigantesca mole di lavoro e ricchezza non classificati come tali. Nel contempo troviamo meno lavoro tradizionale e meno retribuzione. Questo ci rende più arrabbiati, alla ricerca di qualcuno da incolpare. In questo terreno cresce facilmente la post-verità, come è già successo in altre epoche».
«Ecco perché una sorta di reddito di mobilitazione, trattato dall'Europa con chi gode delle immense ricchezze prodotte da noi e redistribuito, potrebbe contribuire a ridurre il malcontento, l'odio sociale e a vedere fiorire in rete informazioni più vere». —
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