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«Sui vaccini troppe scemenze e la West Nile non va nascosta»

Luca Gardinale
«Sui vaccini troppe scemenze e la West Nile non va nascosta»

Il medico Roberto Burioni è un fiume in piena, ospite di un convegno a Medicina «In campo scientifico la comunicazione è importante per fare chiarezza»

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Torna a Modena con grande piacere - «nel ’58 mio padre si laureò in questa università, e da allora mi dice sempre di non fargli fare brutte figure quando sono qua» - e per un attimo la… sposta un po’ più a nord: «Sostenere che i vaccini sono inefficaci - esordisce - è un po’ come dire che Modena è in Trentino. Forse potrebbe anche essere bello, ma semplicemente non è così, e non avrebbe senso stare a lungo a parlare di una cosa che non è vera». Dal legame con la nostra città ai preoccupanti dati sui malati di morbillo in Italia, il medico e divulgatore scientifico Roberto Burioni ha scaldato la platea dell’aula magna della facoltà di Medicina Unimore, partecipando ieri mattina a un convegno dedicato alle malattie croniche. Così, nel suo approfondimento dedicato ai vaccini, l’immunologo pesarese ha affrontato il tema dei “no vax” e delle campagne che fanno presa su molti cittadini, soprattutto facendo leva sui social network: «Nessuno si sognerebbe di portare avanti un dibattito sul fatto che Modena è in Trentino - ha ribadito - eppure oggi siamo costretti a parlare del fatto che i vaccini causano il cancro, la calvizie e persino l’omosessualità». Il professore del San Raffaele di Milano si è quindi soffermato sul morbillo, malattia molto pericolosa soprattutto per anziani e bambini: «La Nazionale di calcio non sta attraversando un bel periodo - ha sorriso - ma in compenso quella del morbillo ci sta regalando grandi soddisfazioni. Oggi, infatti, abbiamo una percentuale di bambini vaccinati pari a quella della Namibia, ovvero l’85%, e in generale siamo quinti al mondo tra i Paesi con la copertura minore». Per ricordare l’importanza delle vaccinazioni, Burioni ha sottolineato che la poliomielite è di fatto scomparsa proprio grazie al vaccino. «A chi dice che non è vero - ha precisato - e che la scomparsa di questa malattia dipende dal miglioramento delle condizioni igieniche, faccio notare un dato: «Quando la Germania era ancora divisa, la Repubblica Federale aveva ancora tanti morti per poliomielite, mentre nella Ddr, dove il vaccino era obbligatorio, nessuno è morto per questa malattia». Quindi, la madre di tutte le bufale, il legame tra vaccini e autismo di cui 20 anni fa era convinto il medico inglese Andrew Wakefield: «Quel medico è stato radiato con infamia - ha spiegato Burioni - ma oggi c’è chi continua a credere che il vaccino causi l’autismo, che è un disturbo genetico. In Italia 15 persone su 100 credono ancora a questa bufala, mentre 38 si dicono indecise. Ma visto che parliamo di questioni molto serie, non è possibile che tanta gente creda a queste scemenze». A margine dell’incontro, Burioni ha affrontato anche il caso West Nile, che ha già ucciso tre persone nel modenese: «Si tratta di un virus che non si trasmette da uomo a uomo, ma da un uccello infetto a una zanzara, che poi punge l’uomo. Quindi, visto che non abbiamo una terapia specifica, l’unica possibilità è quella di eliminare le zanzare: non sarà facile, ma vista la pericolosità di questa malattia, dove c’è l’uomo non devono esserci zanzare». E se nei giorni scorsi la scelta dell’Ausl modenese di non comunicare tempestivamente la notizia della morte di due pazienti ha fatto molto discutere, Burioni ricorda che «in campo medico la comunicazione è sempre più importante, anche perché in giro si sentono scemenze di ogni tipo…». —

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