Modena. Crocetta, i parrocchiani di don Sergio: «Era la nostra forza»
Modena in lutto. Folla alla camera ardente, a pochi passi dall’ara dei piloti. Per i fedeli di Santa Caterina domenica tra lacrime e ricordi
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MODENA. L’ultimo abbraccio a un fratello. Ieri mattina nella parrocchia di Santa Caterina era un flusso continuo di ricordi. La comunità modenese saluta oggi don Sergio Mantovani. Alle 14,30 la cerimonia con il vescovo don Erio Castellucci nella chiesa di Santa Caterina. I parrocchiani lo hanno imparato ad amare durante i suoi 55 anni alla guida della comunità e anche dopo il 2014.
Era il prete della Formula 1, ma anche il fratello dei fedeli, dei poveri, dei sofferenti. Formiginese di nascita, s’era guadagnato il soprannome di Don Ruspa da Enzo Ferrari per aver fatto abbattere una pieve cui fece posto una struttura per anziani in cui fu molto amato (e che lo ha ospitato nella convalescenza). «Era un uomo del fare – ha ricordato ieri Adolfo Orsi, nipote dell’omonimo ex presidente della Maserati – e infatti ha realizzato la chiesa nuova, l’asilo, la Casa della Gioia e del Sole. All’epoca del sequestro di De Angelis (Giulio, il padre dell’ex pilota Elio) s’è consegnato nelle mani dei banditi sardi inerme: un atto di amore e rinuncia alla propria vita straordinario».
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Un gagliardetto del Tridente svettava ieri sul feretro, sormontato dal disegno di un albero, simbolo della vita. «Ricordati di me, Signore, nel tuo Regno», il testamento spirituale citato alla funzione mattutina in sua memoria con centinaia di persone.
Ricordi ne ha seminati tanti nei fedeli. Raul Tosetti ricorda «gli abbracci, le caramelle date agli operai quando da ragazzo facevo le revisioni, le richieste di pregare per lui». La moglie Carla Spaggiari «i baci alle persone anziane, le parole di conforto, l’aver detto una messa per noi, l’impegno per i poveri».
Giuseppina Vivanda, coetanea del sacerdote scomparso, ricorda «i miei baci alla sua mano, la sua presenza».
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La figlia di lei Fiorenza Pazzano trovava in don Sergio «un’umanità che traboccava da tutti i pori. Era la nostra roccia, mi ha fatto tutte le foto dei piloti, di cui era orgogliosissimo».
La cerimonia di ieri s’è tenuta a pochi passi dall’Ara dei Piloti presso cui nel 2017 don Sergio ha organizzato una festa per i 70 anni della Ferrari, alla vigilia dei suoi 90. L’edizione 2018 di Modena Motor Gallery sarà dedicata a lui. —
G.F.
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