Fattura elettronica: una rivoluzione che sarà gravosa per piccole imprese
Sarà obbligatoria dal primo gennaio: va accompagnata dalla riduzione degli adempimenti fiscali per le aziende
I numeri stimati in vista dell’obbligo di fatturazione elettronica, che scatterà il primo gennaio 2019, sono impressionanti: si parla di 1 miliardo e mezzo di fatture che transiteranno attraverso il Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate.
Il passaggio alla fatturazione elettronica appare un evento epocale che potrebbe incidere pesantemente sui già gravosi adempimenti collegati alla fiscalità imposti alle imprese. Il nuovo sistema non si esaurisce nella sola emissione elettronica della fattura ma comporta anche l’obbligo per i cessionari/committenti di ricevere le fatture in formato digitale e di conservarle in formato digitale.
LE SANZIONI
Attenzione, va ricordato che, in caso di emissione di fattura cartacea in luogo di quella digitale, la fattura si considera non emessa e di conseguenza vengono irrogate sanzioni pecuniarie elevatissime, 90% e 180% dell’imposta e in misura fissa, da 250 a 2.000 euro.
Chi riceve la fattura, invece, per non incorrere in una sanzione pari al 100% dell’imposta è obbligato ad assolvere alla fatturazione elettronica mediante il Sistema di Interscambio.
Per i primi tempi si spera in una graduazione nell’applicazione delle sanzioni: tale ragionevole approccio appare indispensabile, vista la delicatezza e complicazione della norma. La speranza è che il nuovo obbligo, comportando molti sacrifici, non si riduca ad una delle tante idee per aumentare continuamente la “pressione burocratica” e i costi amministrativi per le imprese, ma che possa portare realmente efficacia ed efficienza nel sistema.
Va considerato che il tessuto imprenditoriale del nostro Paese, formato per lo più del 95% da microimprese molto spesso prive di una struttura amministrativa interna, comporta, inevitabilmente, che un ruolo fondamentale nella corretta gestione degli adempimenti fiscali venga svolto da intermediari professionali, siano essi liberi professionisti o associazioni di categoria. Con ogni probabilità, almeno nella fase di avvio del nuovo adempimento, verrà richiesta agli intermediari fiscali una particolare assistenza sia in fase di emissione che di ricezione.
le piccole imprese
Mentre per una grande impresa, dotata di propri uffici amministrativi, la fatturazione elettronica potrebbe permettere fin da subito di ridurre i costi di gestione del ciclo di fatturazione, sia attiva che passiva, altrettanto non può dirsi per le piccole imprese. La fatturazione elettronica, stando alle analisi svolte dal precedente Governo, rappresenta un importante tassello nella lotta all’evasione: a questo punto però occorre eliminare o rivedere diversi istituti che, nel tempo, sono stati introdotti dal legislatore per il contrasto e la prevenzione all’evasione e che, con la fatturazione elettronica, non hanno più ragione di essere mantenuti. A questo punto, ad esempio, per portare efficienza e ridurre gli adempimenti si potrebbe: abrogare completamente lo split payment, il reverse charge in edilizia, incrementare il limite da cui scatta l’obbligo di apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti Iva, ridurre la percentuale della ritenuta applicata da banche e poste sui bonifici relativi a spese che riconoscono detrazioni fiscali ai contribuenti. Occorre ripensare la strategia di contrasto all’evasione, avendo ben chiaro che la digitalizzazione deve ridurre gli adempimenti per i contribuenti. —
GIORGIO GUANDALINI
dottore commercialista
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