Gazzetta di Modena

Modena

Sassuolo. Domani a Palazzo Ducale la mini-opera "Santa Editta"

Sassuolo. Domani a Palazzo Ducale la mini-opera "Santa Editta"

Lo spettacolo, nell'ambito di "Grandezze & Meraviglie", è un oratorio con voci soliste e Stradella Y Project diretto da Andrea De Carlo

2 MINUTI DI LETTURA





SASSUOLO. Domani, martedì 18, al Palazzo Ducale di Sassuolo dalle 20.30 Grandezze & Meraviglie presenta “Santa Editta. Vergine e monaca, Regina d’Inghilterra” con voci soliste e Stradella Y Project diretto da Andrea De Carlo.

Questo oratorio, una sorta di mini opera a tema sacro-drammatico, vide due esecuzioni modenesi nel 1684 e 1692 presso l’Oratorio di San Carlino Rotondo e fa parte del genere musicale più amato da Francesco II d’Este che in 20 anni fece eseguire oltre 120 titoli diversi. Il duca aveva anche una speciale passione per la musica di Stradella, e si prodigò per ottenerne gran parte della produzione musicale, ora conservata presso la Biblioteca Estense. Lo spettacolo rientra nella collaborazione pluriennale con lo Stradella Festival, per la riscoperta e riproposta delle composizioni del musicista. I personaggi sono Santa Editta il (soprano Cristina Fanelli), Humiltà, Nobiltà (il soprano Paola Valentina Molinari), Grandezza (il contralto Chiara Brunello), Bellezza (il tenore Leopoldo Punziano) e Senso (il basso Andrzej Lenart). La vicenda narra di santa Edith di Wilton (961-984), inglese, che divenne monaca in giovane età e che rifiuta di diventare Badessa e successivamente, offertole il trono inglese, rifiuta anche questo. Nonostante questo in vita amò il lusso e ai rimproveri del vescovo di Winchester rispose che solo Dio poteva giudicare le sue azioni e di guardare oltre le apparenze. Fu fatta santa per volontà del fratellastro. Il tema sembra alludere alla sofferta vicenda di Maria Beatrice d’Este, sorella di Francesco II, che invece dovette suo malgrado rinunciare alla corte estense di Modena-Sassuolo per diventare prima Principessa di York e successivamente Regina d’Inghilterra, nonostante la sua aspirazione a diventare monaca. Di Santa Editta rimane una sola partitura, conservata presso la Biblioteca Estense di Modena, che raccoglie molti manoscritti stradelliani e insieme a questa si trovano anche i libretti delle due esecuzioni modenesi. Per motivi storici si può ipotizzare che l’oratorio sia stato composto ed eseguito a Roma nella prima metà degli anni Settanta del Seicento su un testo del nobile romano Lelio Orsini, principe di Vicovaro e fratello di Flavio, duca di Bracciano e amico di Stradella. Santa Editta è stato pubblicato in Cd in prima mondiale da Andrea De Carlo con il suo Ensemble Mare Nostrum nel 2016 come vol. 3 della collezione The Stradella Project.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google