Fonderie: è allarme eternit «Arpae e Ausl controllano?»
Da una parte il distacco di pezzi di eternit dalla copertura di un capannone, dall’altra un percorso che presenta ancora diversi elementi da chiarire. A chiedere al sindaco Muzzarelli e all’assessore...
Da una parte il distacco di pezzi di eternit dalla copertura di un capannone, dall’altra un percorso che presenta ancora diversi elementi da chiarire. A chiedere al sindaco Muzzarelli e all’assessore all’Ambiente Filippi di far luce sul caso Fonderie riunite di via Zarlati sono i gruppi consiliari della Lega e del Pd, che ieri hanno depositato due interrogazioni urgenti, che probabilmente saranno discusse alla ripresa dei lavori, fissata per giovedì 27 settembre. Così, se nei giorni scorsi il comitato “RespiriaMo aria pulita” ha segnalato il distacco di alcune lastre di amianto dal tetto di uno dei capannoni dell’impianto della Madonnina, ora la capogruppo del Carroccio Luigia Santoro, dopo aver ricordato che «nella zona ci sono aree residenziali densamente abitate, scuole, parchi e una polisportiva», chiede alla giunta «se Arpae e Ausl abbiano rilevato la presenza di amianto deteriorato nei loro sopralluoghi, quali siano i tempi previsti per la dislocazione dell’impianto e per la bonifica dell’area, e in che modo il Comune intenda intervenire celermente per tutelare la salute pubblica». Interrogazione più ampia per il Pd, che parte dal percorso avviato da Comune e Fonderie per la dislocazione: «L’amministrazione ha da subito seguito direttamente e con costanza la vicenda - spiega il consigliere dem Carmelo De Lillo - con l’obiettivo primario della salvaguardia della salute pubblica, ma anche con grande attenzione alle ricadute occupazionali dello spostamento di un’impresa storicamente insediata sul nostro territorio. Alla luce delle recenti novità, come Pd ci facciamo interpreti delle domande e dei dubbi che i cittadini si stanno ponendo». De Lillo chiede, infatti, aggiornamenti sullo stato di attuazione del protocollo, in particolare per quanto riguarda le opere di mitigazione delle emissioni odorose e i controlli periodici della qualità dell’aria, sul merito del nuovo progetto annunciato dalla proprietà e sulla conferma della chiusura dell’attuale stabilimento nel gennaio 2022, e, infine, sui progetti che l’amministrazione sta studiando per la bonifica e il futuro utilizzo dell’area di via Zarlati, una volta dismesse la produzione e le lavorazioni attuali. «Preoccupazione - aggiunge De Lillo - ha anche destato la notizia che, durante un recente temporale, le forti raffiche di vento avrebbero divelto lastre dalla copertura trasportandole nei pressi delle abitazioni. Da chiarire, e chiediamo per questo che l’amministrazione si attivi, di che materiale siano composte le lastre staccatesi e se, sullo specifico punto, la proprietà abbia previsto interventi di ripristino, in linea con la normativa vigente».
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