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FESTIvalfilosofia: il bilancio 

Francesconi: «La persona un tema tra filosofia e diritto»

Stefano Luppi
Francesconi: «La persona un tema tra filosofia e diritto»

Il direttore: «Ci siamo occupati per anni di “cose”, ora la sfida sono gli “umani” È stata un’edizione in salute, con pubblico attento e la sorpresa Sant’Agostino»

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Chi pensa che il giorno seguente la chiusura della tre giorni del Festivalfilosofia 2018 sia un giorno di riposo sbaglia di grosso: anche ieri lo staff era al lavoro, il direttore Daniele Francesconi era in ufficio e lo sarà per le prossime tre settimane prima di alcuni giorni di vacanze

«Riguardo l’edizione appena chiusa abbiamo dati parziali - spiega il responsabile che curerà anche l’edizione del settembre 2019 con la parola chiave “Persona” - ma siamo felici delle 185mila presenze e delle 90mila presenze alle lezioni magistrali. Ora stiamo facendo i conti precisi, ogni anno chiamiamo al termine del festival tutti gli alberghi e i ristoranti di Modena, Carpi e Sassuolo oltre alle istituzioni culturali per avere i dati il più precisi possibili. Ne nasce un report di un centinaio di pagine, per noi molto importante per calibrare tutto il lavoro dei prossimi mesi. In genere intorno a Natale inoltriamo gli inviti ai filosofi e comunichiamo le piste della riflessione ai nostri partner che così possono programmare per tempo».

Come è parsa questa edizione?

«Ho visto incontri sempre piani, un pubblico molto attento, un grande lavoro di squadra, tutti particolari che mi fanno dire che il festivalfilosofia è in salute. Continua forte la sua capacità di attrazione».

Cosa l’ha colpita?

«L’utilizzo del complesso di Sant’Agostino con cinque iniziative sintonizzate tematicamente e con una ottima affluenza di pubblico. Il Sant’Agostino dunque si può utilizzare».

Ora arriva il festival dedicato al tema “Persona”, la terza edizione da lei diretta grazie al suo contratto che è appunto triennale.

«È un tema molto sfidante, centrale oggi nella cultura europea ed è certo un tema politico in senso proprio visto che è inerente al modo in cui cambia la nostra convivenza di esseri umani. E’ un tema nel quale entrano riflessioni sulla polis, lo spazio pubblico, la società l’etica e la responsabilità».

C’è stato un ballottaggio tra “Persona” e “Giustizia”?

«Già, per la prima volta abbiamo rivelato alcuni particolari della nostra discussione di scelta della parola chiave che poi è stata approvata alla unanimità come ogni volta. Bodei ha detto che propendeva leggermente per Giustizia, mentre io fin da subito ero d’accordo per persona. Penso io un termine più fertile e meno normativo, maggiormente utile a dare un quadro complessivo».

Sarà un festival dedicato dunque all’essere umano?

«Sì, completa un percorso visto che il festival nel 2009 era dedicato a Comunità mentre alcuni anni dopo abbiamo discusso di “cose”. Persona come nel diritto romano e come nella summa aristotelica: il mondo si divide tra cose e umani. Secondo noi non avrebbe avuto senso parlare di Individuo».

Perché?

«Il termine individuo ha caratteri astratti, persona invece è più concreta perché ci rimanda alla relazione di donne e uomini. Cercheremo di dimostrare che persone si diventa. Si pensi solo alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo o alle tematiche bioetiche di inizio e fine vita. La persona è una finzione giuridica e una costruzione sociale visto che altrimenti saremmo nuda vita senza le relazioni». —

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