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Il mondo del volontariato in lutto per Fabio Campioli

AGATA PATANÈ ARMENIA
Il mondo del volontariato in lutto per Fabio Campioli

Era dipendente comunale e impegnato nell’Avis e da anni in un gruppo  che aiutava il popolo Saharawi. Il cordoglio dei sindaci Costi e Braglia

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FORMIGINE

Lutto nel mondo del volontariato provinciale: è morto ieri Fabio Campioli, dipendente del Comune ed anima del volontariato locale, da sempre in prima linea per il prossimo.

Commossa il sindaco Maria Costi, ha ricordato Fabio, e la collega Anna Garuti: «Siamo tutti sconvolti per la morte di Fabio, dopo quella di Anna Garuti, da un anno in pensione, ma che anche qualche settimana fa era passata a trovarci in Comune. È il secondo lutto che dobbiamo affrontare in pochi giorni. È stato spontaneo, questa mattina appena saputo della scomparsa di Fabio, trovarci tutti insieme, per ricordare questi due amici che ci hanno lasciato. Stare vicino alle loro famiglie, condividere e aiutarci in questi giorni terribili, ricordando Anna e Fabio per tutti i momenti belli passati insieme, è il solo modo per provare ad affrontare un dolore così forte da sembrare insostenibile. Sono prove che ci mettono di fronte alla fragilità umana, ma anche a quanto di bello possiamo fare nel corso della nostra vita. Penso ad esempio alla generosità di Fabio e Anna, e all’impegno di Fabio per il prossimo in tanti anni di volontariato e associazionismo, quello resta e resterà per sempre».

«Fabio ha dedicato tutta la sua vita al volontariato. - racconta Fabio Braglia, sindaco di Palagano e amico - Quando qualcuno dice “dedicato la vita” sembra che esageri, per dire che vi ha dedicato molto tempo, ma in realtà lui l’ha dedicata veramente tutta a fare del volontariato. Lui era dipendente dei Comune di Formigine ma, fuori dalle ore di lavoro che faceva, il tempo che aveva lo dedicava tutto al volontariato. Prima con l’Avis, è stato il presidente dell’Avis comunale di Formigine, per poi passare ad essere dirigente dentro all’Avis provinciale come membro del consiglio, dove ci siamo conosciuti praticamente vent’anni fa. Poi con l’associazione “Kabara Lagdaf”, fondata per aiutare i bambini del popolo Saharawi che avevano problemi di calcolosi cistica e venivano portati in Italia per essere operati perché nel deserto del Sahara sarebbero morti. Lui si è sempre fatto da tramite di quest’associazione per organizzare i trapianti e gli interventi qui in Italia presso gli ospedali convenzionati facendo leva sulla Regione, su diversi Comuni del territorio e addirittura sullo Stato e sulla Comunità Europea per l’indipendenza del popolo Saharawi. Sia dal punto di vista politico, che umano e sociosanitario si è sempre impegnato in questa lotta, tant’è che lui ospitava tutti gli anni i bambini che venivano qua per fare le visite, i trapianti e le operazioni e li seguiva personalmente. D’estate soprattutto li portava anche nei nostri territori, nei comuni convenzionati per attività ludico-ricreative, per fargli vivere in maniera più leggera il periodo in cui dovevano stare in Italia per le visite o a seguito degli interventi». —

AGATA PATANÈ ARMENIA

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